Si salvi chi può

si salvi chi può

Diverse decine. Tante sono le comunicazioni recanti le osservazioni alle linee guida sui bandi FSMA sottoposte a consultazione dal Mise che sono arrivate alla nostra redazione. Ne esce un quadro preoccupante.

Non tanto per il contenuto (salva qualche considerazione di cui diremo). Ma perché difficilmente il Mise potrà conciliarne indicazioni utili.

Divergenze estreme

Si tratta, infatti, di osservazioni quasi sempre di contenuti divergenti. Tanto che, dall’esame da noi eseguito, risulta difficile anche trarre comuni denominatori.

Il senso dell’HD

Per esempio, c’è una confusione pazzesca sul concetto di HD.
Leggendo le osservazioni spesso non si comprende se si faccia riferimento al formato H264 o alla nozione di Alta Definizione del contenuto (che presuppone un maggior impiego di capacità trasmissiva).

Tutti contro tutti

Quanto ai tagli di capacità trasmissiva, ai formati e ai criteri selettivi, si percepisce nettamente un tutti contro tutti. C’è chi ritiene indispensabile l’accaparramento di capacità trasmissiva sulla scorta del fatto che occorrerebbe a tutti i costi trasmettere in H264 all’infinito (tanto da spingersi a posticipare sine die l’introduzione del formato HEVC). E chi pretenderebbe che fossero solo i fornitori nazionali a impiegarlo (a che pro, visto che i mux nazionali non c’entrano nulla con quelli locali?).

Dalla legge 223/1990 al DPR 146/2017

Chi vorrebbe un inasprimento della selezione attraverso un potenziamento dei criteri ex DPR 146/2017. E chi è convinto sia bastevole l’esercizio di un FSMA da almeno due anni. Ma anche chi scomoda presunti mali della legge 223/1990, il consueto calpestio dell’art. 21 della Costituzione e professa complottismi.

1 MB a prescindere

Abbiamo letto di soggetti che chiedono l’imposizione di tagli non superiori a un 1 MB, sia che si trasmetta in HEVC che in H264 (ponendosi quindi all’opposto dell’esempio precedente, considerato che in H264 con 1 MB lo standard qualitativo è insufficiente).

I bandi per i diritti d’uso

Ma anche di fornitori di contenuti che sembrano non aver compreso che i bandi per operatori di rete, fuori dal 1° livello dell’Emilia Romagna oggetto di ripetizione, sono già conclusi.

A ben guardare…

Tuttavia, forse, due suggerimenti paiono (seppure proposti in contesti differenti) oggetto di qualche ripetizione.

Proroga

Il primo è la posticipazione dello switch-off graduale in un’unica soluzione in prossimità del giugno 2022 (c’è chi chiede anche oltre, ma sappiamo che è inverosimile).

Forbici

Il secondo, è la riduzione della forbice superiore del taglio di capacità trasmissiva richiedibile.

Individualismo coeso

Sta di fatto che se qualche romantico ottimista pensava che almeno in quest’ultima occasione (nel vero senso della parola) il popolo degli editori locali si presentasse coeso deve ricredersi.

Le (dis)associazioni

La sensazione è che quel che resta del giorno televisivo locale si sia ulteriormente frammentato, con le associazioni di categoria praticamente inesistenti ed una tendenza al ognuno per sé. E al si salvi chi può.

(foto antenne di Floriano Fornasiero)

printfriendly pdf button - Si salvi chi può
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on telegram
Send Mail 2a1 - Si salvi chi può

Non perdere le novità: iscriviti ai canali social di NL su Facebook e Telegram. News in tempo reale

Ricevi gratis la newsletter di NL