Visual Radio. RDS Social Tv potenzia diffusione in Lombardia e sbarca in Piemonte. Ormai in tv tra le nazionali mancano solo Radio 24 e Radio Radicale

RDS Social Tv

Dal 1° maggio RDS Social Tv, la visual radio del gruppo romano della famiglia Montefusco, è diffusa anche in Piemonte (LCN 96), oltre ad aver migliorato la diffusione in Lombardia (LCN 95) attraverso l’integrazione del mux Rete 55 dell’operatore di rete Beacom.

Ibrido nell’ibridazione radiotelevisiva

Il prodotto RDS Social Tv, come noto, è un ibrido tra la visual radio classica (video) e l’audiografica dinamica e costituisce una soluzione originale nel panorama delle numerose versioni televisive delle più note emittenti radiofoniche (cd. ibridazione radiotelevisiva).

Mancano solo Radio 24 e Radio Radicale

Con l’arrivo sul DTT di RDS Social Tv, la quasi totalità delle emittenti nazionali dispone ora di una visual radio o quantomeno di una presenza audio sul digitale televisivo terrestre.
Mancano infatti all’appello solo Radio 24 e Radio Radicale.

Il lockdown ha fatto emergere la criticità dei device casalinghi

Un elemento della cd multipiattaforma, quello del vettore DTT, diventato essenziale nel lungo periodo del lockdown indotto dal Covid-19, che ha visto completamente stravolto l’ascolto radiofonico, fino a due mesi concentrato prevalentemente sulla fruizione in mobilità (tra il 70 e l’80% della fruizione complessiva).

Fasce orarie e modalità d’ascolto stravolte

A parte l’alterazione delle fasce d’ascolto con la sostanziale soppressione del drive time, le emittenti hanno forse per la prima volta preso veramente atto di un fenomeno in corso ormai da un decennio: la scomparsa del ricevitore stand-alone nelle case, presente in meno del 40% delle famiglie (non solo italiane).

Come si riceve la Radio nell’indoor

Soccorre all’ascolto radio nelle abitazioni la presenza di device connessi (smartphone, smart speaker, pc, ecc.), ma il dispositivo più prossimo all’utente, presente in oltre il 90% delle case, è il tv (sul digitale tv terrestre, considerato che, almeno fino al 2022, le smart tv rimarranno minoritarie, così come lo è e rimarrà presumibilmente il satellite).

TER conferma: tv sul podio delle piattaforme di diffusione radio

La stessa indagine d’ascolto TER del Tavolo Editori Radio eleva il televisore sul podio dei device per la ricezione radiofonica, rendendolo, di fatto, imprescindibile.

Le soluzioni

Assodata la sua importanza quale piattaforma distributiva di contenuti radiofonici, la scelta di un editore sul relativo impiego è di tipo contenutistico.
Basta la presenza solo audio, di norma nell’arco LCN 700, senza numerazione assegnata in assenza di bando (e quindi con perplessità su occupazioni arbitrarie che potrebbero essere contestate in qualsiasi momento)?
Secondo molti esperti no, in quanto, a parte le suddette considerazioni giuridico-amministrative, il tv con lo schermo nero è un deterrente per l’utente.

Audiografica

E allora la presenza sonora va accompagnata ad immagini, che, tuttavia, se dinamiche, presuppongono la titolarità di un’autorizzazione per fornitore di servizi di media audiovisivi (FSMA) con annesso LCN. Soluzione che, oltre a consentire un uso più consono del televisore (che per natura veicola immagini), consente varie opportunità che spaziano dall’audiografica tradizionale (copertine dei brani musicali, informazioni di servizio, news a scorrimento, ecc.) alla visual radio in senso pieno (video).

Creatività radiotelevisiva

In mezzo ci sono, per l’appunto, una miriade di opportunità, come l’idea di RDS Social Tv, oppure, per esempio, i video desincronizzati (cioè non legati all’audio in onda). Idea peraltro adottata anche per molte Tv in store. (E.G. per NL)

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