Problemi refarming: questione di sensibilità. Non solo d’antenna

centralino antenna, problemi

I pasticci del refarming areale sono ancora ben lontani da una risoluzione. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, con la progressione degli switch-off sulle singole aree tecniche, gli ostacoli che i fornitori di servizi di media audiovisivi locali incontrano sul territorio sono sempre gli stessi.

L’esperienza pare non essere maestra: segnali fragili (dantescamente punitivi, per la legge del contrappasso, della sovralimentazione dei trasmettitori nei tanti decenni precedenti), prevedibili (ma non previsti) conflitti LCN che fanno sintonizzare fornitori di servizi di media audiovisivi di altre regioni in luogo di quelli locali e assurdi vincoli burocratici per l’adeguamento tecnico, che retrocedono il settore al buio dei niet del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni della prima metà degli anni ’90.

Problemi di continuità aziendale

Non che gli operatori di rete non si diano da fare, beninteso. Tutto sommato, va riconosciuta la loro disponibilità ad intervenire, laddove possibile, anche a fronte di imprevisti investimenti non (immediatamente) ripagati. Anche se non sempre con risultati sufficienti a garantire la continuità aziendale delle televisioni con le quali si sono vincolate al trasporto.

EI Towers

In Lombardia l’operatore di rete di 1° livello (risorsa n. 1) EI Towers ha risolto gran parte delle iniziali problematiche diffusive, tranne quelle su cui non ha evidentemente potere d’intervento, come i centralini delle antenne riceventi che filtrano taluni canali. Lo stesso network provider, però, non è, al momento, riuscito ad ottenere un risultato altrettanto soddisfacente in Piemonte ed in Emilia Romagna (regioni dove è operatore di 1° livello). Con notevoli malumori dei FSMA veicolati come NL ha potuto verificare in queste prime settimane della nuova era tv.

Rai Way

Tuttavia, ben peggiore è la situazione di Rai Way (operatore di 1° livello in Lombardia – rete n. 2 – e in Veneto), dove i problemi sono oggettivamente ancora estremamente gravi. Forse a causa di progettazioni non particolarmente accorte, oppure di una reattività non compatibile con le esigenze dei fornitori di SMA.

Il girone di secondo livello

Prevedibilmente più variegato il panorama degli operatori di 2° livello, in generale (ed un po’ paradossalmente) abbastanza soddisfacente. Ma su cui pesa un’eccessiva rigidità burocratica a riguardo di necessari adeguamenti.

Soggetti lignei

Non sarà facile venirne fuori senza la disponibilità di tutte le parti a mettere in discussione alcune posizioni fin qui oggettivamente rivelatesi troppo rigide. Soprattutto da parte di Mise ed Agcom, i soggetti più lignei in questa vicenda.

Norma inespressa

Anche perché, all’evidenza, la deroga sui vincoli di pianificazione introdotta dal Milleproroghe (art. 1 comma 11 quater del D.L. 228/2021, convertito nella L. 15/2022), è stata totalmente disattesa nei pochissimi tavoli tecnici indetti. Circostanza piuttosto grave, che denota una intollerabile scarsa sensibilità davanti a problemi concreti dell’emittenza locale.

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