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Radio 4.0. Spotify gia’ a 50 mln di utenti in auto. Ceo EK: area core che cresce in modo sostanziale. Nuovo Google Android spazzera’ via retaggi analogici

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Daniel Ek, ceo di Spotify, in una delle sue rare apparizioni pubbliche ha dichiarato alla CNBC che il servizio di streaming audio on demand sta performando molto bene sulle auto: “Abbiamo 50 milioni di utenti in macchina. E quella dell’automotive è decisamente una parte importante della nostra attività che sta crescendo in modo sostanziale”.
Predominio sonoro indiscusso per la Radio da sempre grazie alla varietà dei contenuti, alla loro gratuità ed alla facilità di fruizione, anche l’auto sembra ormai nelle mire dei servizi di streaming on demand come quello di Daniel Ek, complice la diffusione di veicoli “intelligenti” ed interconnessi.
I problemi ancora da risolvere, secondo Ek, sono marginali: d’altra parte la semplicità di utilizzo verrà completamente spazzata via dall’anno prossimo (2020) dal nuovo sistema Android per lo sfruttamento del dashboard delle auto interconnesse senza la mediazione degli smartphone (quindi una forma di mirrorlink evoluta, che segue il percorso di indipendenza degli smart speaker), mentre quello dei costi è già stato in gran parte superato dalle nuove offerte al ribasso delle compagnie telefoniche (che con proposte uguali o superiori a 30 GB/mese si sostanziano in abbonamenti flat), che stanno velocemente completando la copertura (che in Europa avrà comunque una crescita esponenziale dal 2022 con il 5G).

Come abbiamo scritto in altre occasioni, pur non considerandosi un servizio radiofonico, Spotify dimostra di volersi completamente sovrapporre sul mercato delle radio musicali sia sul piano contenutistico che commerciale (il SOD veicola pubblicità in preroll e midroll).
Un guanto di sfida che i player radiofonici di tutto il mondo stanno raccogliendo da una parte attraverso la proposizione di linee musicali di contrasto attraverso i brand bouquet, mux IP che in alcuni casi possono arrivare anche a centinaia di singole radio con programmazioni altamente verticali e, dall’altra, potenziando i contenuti (no music) per ora non presidiati da Spotify: news, sport, infotainment. (M.L. per NL)