Tv 4.0. La rilevanza strategica si sposta dai vettori via etere agli LCN

vettori

Dal 2022 RAI e Mediaset saranno i vettori primari dei contenuti DVB-T2, in quanto operatori di rete assegnatari delle frequenze areali in gran parte del territorio nazionale, quantomeno per i canali di primo livello.
Ma sono le prime a non credere (più) nel DVB-T. O, quantomeno, ad avere consapevolezza della sua vita limitata.

 Nel 2022 80% traffico internet video

In Italia, nel 2022, l’80% del traffico internet sarà video (cfr. Memorandum d’intesa sottoscritto ad aprile 2019 tra Open Fiber e Rai). Solo due anni fa si parlava del 2025 per raggiungere (da noi) questo livello di utilizzo.

Affanno inutile

Ecco allora la (rin)corsa di RAI e Mediaset per partecipare (societariamente) all’iniziativa Rete Unica di TIM e Open Fiber, la cui infrastruttura, con ogni probabilità, sarà uno dei principali vettori degli attuali marchi/palinsesti della tv broadcast.

Neutralità presupposta

Un affanno tutto sommato inutile, giacché il presupposto che regola l’esistenza stessa della Rete Unica sul piano giuridico è la neutralità della rete.
In sostanza, in ossequio al diritto comunitario, i gestori (della Rete) non potranno privilegiare contenuti propri (o comunque di alcuni) rispetto a quelli indipendenti (o comunque di altri). Pari accesso ad una rete neutrale per principio UE, quindi.

Dai vettori DVB-T eterogenei alla Rete Unica

Resta però il fatto che la portata destabilizzante del cd FTTH (Fiber To The Home) broadcast è fuori discussione.

Ma come funziona in parole semplici?

Sui televisori connessi al router FTTH sarà presente una lista di programmi che includerà sia i servizi broadcast (DVB-T/T2, DVB-S/S2) che quelli DVB-I (DVB-Internet), con una numerazione dei canali (LCN) armonizzata. La navigazione all’interno dei marchi/palinsesti avverrà come oggi tramite il telecomando (digitando numeri, o utilizzando i tasti P+/P-, o dall’EPG).
Gli altri device utilizzeranno lo stesso modello di ricerca dei servizi disponibili per fornire un’interfaccia friendly all’utente.

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Protocollo autoritativo

Tra i requisiti regolamentari del FTTH broadcast vi sarà un protocollo validato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la Guida elettronica ai programmi compilata e distribuita con lo scopo di ridurre le differenze rispetto all’EPG dei canali broadcast, determinando un’interfaccia utente unitaria.

LCN armonizzati

Il protocollo di gestione regolerà anche l’Inizializzazione del ricevitore attraverso una gestione centralizzata della lista dei servizi. Ciascun router, in sostanza, potrà accedere a un elenco aggiornato di fornitori di contenuti autorizzati sulla base dei diritti di trasmissione per un’area geografica specifica, sia sotto il profilo tecnico (amministrativo) che contenutistico (diritto d’autore), insieme alla numerazione LCN armonizzata (etere=IP).

Rilevanza strategica

In un contesto di questo tipo è evidente che la rilevanza strategica si sposterà (rectius, si sta spostando) dal vettore via etere (quello che diffonde meglio) all’identificatore LCN che, una volta armonizzato sulla piattaforma IP (o meglio FTTH) costituirà il presidio sulla Tv 4.0.

 

foto antenne di Floriano Fornasiero

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