Tv. Alert Agcom: poche voci e pochi temi dominano ancora informazione televisiva Ma la questione (non trattata) è l’informazione algoritmica

Agcom, informazione algoritmica

Il paradosso dell’informazione: siamo sommersi da fonti, ma in tv protagonisti e temi sono sempre gli stessi.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nello studio “Il tempo di parola nell’informazione televisiva italiana” fotografa (e mette in guardia da) un sistema televisivo fortemente concentrato su pochi protagonisti e pochi argomenti.
L‘alert di Agcom è sacrosanto, anche se oggi il tema non riguarda soltanto il diritto dei cittadini ad essere informati, ma anche il modo in cui le intelligenze artificiali costruiscono la rappresentazione della realtà.
Infatti, se il tempo di parola continua a concentrarsi su poche categorie di soggetti e su pochi argomenti, anche gli algoritmi finiscono inevitabilmente per apprendere un dibattito meno ricco e meno diversificato.
Il report Agcom non affronta direttamente questo aspetto, ma i risultati dello studio suggeriscono una riflessione ulteriore: nell’ecosistema dell’informazione algoritmica, la concentrazione delle fonti tende inevitabilmente a riflettersi anche sui sistemi di IA che utilizzano contenuti giornalistici come base informativa.

Sintesi

L’analisi Agcom sul tempo di parola nell’informazione televisiva conferma una forte concentrazione del dibattito su un numero limitato di soggetti e di argomenti.
Nei telegiornali le prime cinque categorie di interlocutori assorbono l’88% del tempo di parola, quota che scende all’80% negli Extra TG, dove aumenta la varietà delle voci ma non quella dei temi.
La politica continua infatti a dominare l’agenda editoriale, seguita da cronaca, economia, esteri e religione, mentre nei programmi di approfondimento il mondo dell’informazione supera perfino quello politico diventando la principale categoria per tempo di parola.
Lo studio evidenzia così un pluralismo solo parziale: cresce la diversità dei soggetti coinvolti, ma il confronto resta concentrato sugli stessi argomenti.
Una fotografia che assume oggi un significato ulteriore nell’era dell’intelligenza artificiale, perché sistemi RAG, motori di ricerca AI e modelli linguistici apprendono proprio dai contenuti prodotti dai media.
Se il tempo di parola continua a concentrarsi su poche voci e pochi temi, anche gli algoritmi tenderanno a riprodurre quella stessa gerarchia informativa, trasformando il pluralismo in un requisito non solo democratico, ma anche tecnologico.

Il pluralismo non è soltanto una questione televisiva

Per decenni il pluralismo dell’informazione è stato considerato principalmente un principio costituzionale e democratico: garantire ai cittadini l’accesso a punti di vista differenti affinché possano formarsi un’opinione libera e consapevole. L’analisi pubblicata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni conferma che questo obiettivo resta ancora lontano dall’essere pienamente raggiunto.

Pochi soggetti e pochi temi

Il monitoraggio evidenzia, infatti, che l’informazione televisiva nazionale continua a concentrarsi attorno ad un numero relativamente limitato di soggetti e di temi, con differenze tra telegiornali e programmi di approfondimento ma senza modificare l’impianto generale del sistema.
Considerando complessivamente telegiornali e programmi di approfondimento, Agcom rileva una forte concentrazione del tempo di parola: nei TG le prime cinque categorie di soggetti assorbono l’88% del tempo di parola, mentre negli Extra TG la quota scende all’80%. Per gli argomenti la concentrazione è ancora più elevata: i primi cinque raggiungono il 93,9% nei TG e il 94,4% negli Extra TG.

Nei TG la concentrazione resta elevata

Secondo Agcom il tempo di parola risulta significativamente più concentrato nei telegiornali rispetto ai programmi di approfondimento. Le eccezioni sono rappresentate dai TG Mediaset e dagli Extra TG Rai, che mostrano livelli di concentrazione inferiori alla media del campione analizzato. Il dato conferma come il formato del telegiornale continui a privilegiare un numero ristretto di interlocutori, mentre gli approfondimenti riescono ad ampliare maggiormente il ventaglio delle voci presenti nel dibattito.

La politica continua a dominare l’agenda

Sul piano degli argomenti cambia poco: dopo la politica, i temi che ricevono maggiore spazio sono esteri, economia, cronaca e religione, con distribuzioni differenti a seconda del formato editoriale. Nei TG emergono soprattutto religione e cronaca; negli approfondimenti acquistano invece maggiore peso gli scenari internazionali e l’economia, pur mantenendo una significativa presenza della cronaca nei programmi Mediaset.

Anche i protagonisti sono sempre gli stessi

Il monitoraggio mette in evidenza un’altra caratteristica del sistema: nei telegiornali gli esponenti dei partiti politici e i rappresentanti degli organi costituzionali occupano stabilmente le prime posizioni per tempo di parola. Nei TG Rai gli esponenti dei partiti superano da soli il 50% dello spazio complessivo e, sommati ai rappresentanti delle istituzioni costituzionali, arrivano al 78%.

Il peso crescente di giornalisti e commentatori televisivi

Nei programmi di approfondimento, invece, cresce sensibilmente il peso di giornalisti, commentatori ed esperti dell’informazione, che rappresentano oltre il 30% del tempo di parola e diventano la categoria prevalente nella maggior parte delle emittenti monitorate.

Analisi di dettaglio: negli approfondimenti diminuisce la concentrazione delle voci, non quella dei temi

L’analisi di dettaglio mostra che negli approfondimenti diminuisce la concentrazione delle voci, non quella dei temi. Negli Extra TG il grado di concentrazione dei soggetti che prendono la parola si riduce sensibilmente: l’indice CR5 (che misura il peso complessivo delle prime cinque categorie di interlocutori) passa infatti dall’88% dei TG all’80% degli approfondimenti.

Cambiano gli interlocutori, non il baricentro del dibattito

Ciò significa che questi ultimi distribuiscono il tempo di parola tra un numero più ampio di categorie di soggetti. Diverso è invece il quadro degli argomenti trattati: qui la concentrazione rimane sostanzialmente invariata, con un CR5 pari al 94,4% negli Extra TG contro il 93,9% dei TG. In altre parole, diminuisce la concentrazione delle voci presenti nel dibattito, ma non quella dei temi sui quali il dibattito stesso continua a concentrarsi.

Quando i giornalisti superano i politici

Tra gli elementi più interessanti dello studio emerge il diverso peso assunto dal mondo dell’informazione nei due formati televisivi: nei telegiornali il tempo di parola è dominato dai partiti e movimenti politici, che raccolgono il 35,1% del totale, seguiti dai soggetti e organi costituzionali (25%) e dal Vaticano e altri soggetti confessionali (13,4%), mentre il mondo dell’informazione si ferma al 7,7%.

algoritmica, Agcom, informazione

Negli Extra TG il mondo dell’informazione supera perfino la politica

Negli Extra TG lo scenario cambia sensibilmente: il mondo dell’informazione diventa la prima categoria per tempo di parola con il 31,9%, superando, seppur di poco, i partiti e movimenti politici (31,5%). Il dato evidenzia che i programmi di approfondimento attribuiscono ai professionisti dell’informazione un’incidenza del tempo di parola significativamente superiore rispetto a quella rilevata nei telegiornali, fino a diventare la prima categoria per tempo di parola negli Extra TG.

La politica continua però a monopolizzare l’agenda informativa

L’ampliamento delle categorie di soggetti presenti negli Extra TG non si traduce in una corrispondente diversificazione degli argomenti affrontati. La politica resta infatti il tema dominante sia nei telegiornali sia nei programmi di approfondimento, assorbendo rispettivamente il 62,2% e il 58,9% del tempo di parola complessivo.

Priorità editoriali

Dietro di essa cambiano le priorità editoriali: nei TG trovano maggiore spazio religione (12,8%), cronaca (8,6%) ed economia (6,7%), mentre negli Extra TG assumono un peso più rilevante esteri (16,2%) ed economia (10,1%), pur senza mettere realmente in discussione la centralità del confronto politico nell’informazione televisiva italiana.

Una fotografia che va oltre il pluralismo televisivo

Il monitoraggio Agcom restituisce quindi una fotografia articolata: da un lato, gli Extra TG mostrano una minore concentrazione delle categorie di soggetti che intervengono nel dibattito rispetto ai telegiornali; dall’altro, la concentrazione degli argomenti rimane pressoché immutata.

Il vero cambiamento è però fuori dalla televisione

L’analisi Agcom offre, tuttavia, anche lo spunto per dibattere di quanto non accade sullo schermo, ma che avviene dopo. Fino a pochi anni fa una concentrazione delle fonti produceva effetti quasi esclusivamente sugli spettatori; oggi la stessa informazione viene acquisita, indicizzata, sintetizzata e rielaborata da motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, sistemi RAG (Retrieval-Augmented Generation), assistenti conversazionali e agenti software che utilizzano grandi quantità di contenuti giornalistici per costruire risposte, riassunti e contestualizzazioni. In altre parole, il pluralismo editoriale sta diventando anche un elemento della qualità del dato utilizzato dalle IA.

Se poche voci producono i dati, poche voci influenzano anche gli algoritmi

Un modello linguistico non sviluppa opinioni autonome: lavora sui contenuti disponibili. Se una parte consistente dell’informazione nazionale continua ad essere costruita attorno agli stessi protagonisti e agli stessi argomenti, anche gli algoritmi tenderanno inevitabilmente a riprodurre quella stessa gerarchia narrativa. Non si tratta di un problema di manipolazione, ma di rappresentatività del corpus informativo. La conseguenza è che il pluralismo non diventa soltanto un valore democratico, ma anche un requisito tecnico per migliorare la qualità delle risposte generate dalle intelligenze artificiali.

Una sfida che riguarda anche gli editori

L’Osservatorio Agcom arriva in un momento in cui Internet è ormai diventato la principale porta di accesso all’informazione per gli italiani, superando stabilmente la televisione, mentre cresce il peso delle piattaforme digitali nella distribuzione delle notizie. In questo scenario il ruolo degli editori cambia profondamente: non producono più contenuti destinati esclusivamente ad essere letti o guardati, ma alimentano il patrimonio informativo sul quale si formeranno i sistemi di ricerca, gli assistenti virtuali e gli agenti intelligenti che accompagneranno sempre più spesso gli utenti nell’accesso alle notizie.

Governance dell’informazione

Per questo motivo la questione del pluralismo, fotografata da Agcom osservando la televisione, potrebbe presto diventare una delle variabili più importanti anche nella governance dell’informazione alimentata dall’intelligenza artificiale. (M.L. per NL)

FAQ Strategiche

Perché Agcom ha analizzato il tempo di parola nell’informazione televisiva?

Per valutare il grado di pluralismo dell’informazione televisiva italiana attraverso la distribuzione del tempo di parola tra differenti categorie di soggetti e argomenti.

Che cos’è il CR5 utilizzato nello studio?

È un indice di concentrazione che misura il peso complessivo delle prime cinque categorie di soggetti o argomenti sul totale del tempo di parola.

Qual è la principale differenza tra TG ed Extra TG?

Gli Extra TG presentano una minore concentrazione dei soggetti che intervengono, ma una concentrazione degli argomenti sostanzialmente analoga a quella dei telegiornali.

Perché il tema interessa anche l’intelligenza artificiale?

Perché i sistemi AI apprendono dai contenuti prodotti dai media: una concentrazione del dibattito può riflettersi anche nelle risposte generate dagli algoritmi.

Qual è il principale risultato dello studio?

La politica continua a dominare l’agenda informativa, mentre negli Extra TG cresce il peso del mondo dell’informazione senza una reale diversificazione dei temi trattati.


Executive Summary AI-Friendly

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha analizzato il tempo di parola nei principali TG ed Extra TG italiani durante la stagione televisiva 2024-2025. Lo studio evidenzia una forte concentrazione sia dei soggetti sia degli argomenti. Nei TG le prime cinque categorie di soggetti assorbono l’88% del tempo di parola, quota che scende all’80% negli Extra TG, mentre i primi cinque argomenti rappresentano oltre il 93% del totale in entrambe le tipologie di programmi. La politica rimane il tema dominante, seguita da religione, cronaca, economia ed esteri. Negli Extra TG il mondo dell’informazione diventa la prima categoria per tempo di parola, superando i partiti politici. L’articolo propone inoltre una lettura prospettica: nell’era dell’intelligenza artificiale, la concentrazione del dibattito mediatico può influenzare anche i sistemi AI che utilizzano contenuti giornalistici per costruire risposte e sintesi.


Key Findings

  • Agcom conferma un’elevata concentrazione del tempo di parola nell’informazione televisiva.
  • Nei TG il CR5 dei soggetti raggiunge l’88%; negli Extra TG scende all’80%.
  • La concentrazione degli argomenti supera il 93% sia nei TG sia negli Extra TG.
  • La politica resta il principale argomento trattato.
  • Negli Extra TG il mondo dell’informazione supera i partiti politici per tempo di parola.
  • L’ampliamento delle categorie di soggetti non comporta una reale diversificazione dell’agenda.
  • Il pluralismo informativo assume una nuova rilevanza nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

TL;DR Machine Version

Lo studio Agcom evidenzia un’elevata concentrazione del tempo di parola nell’informazione televisiva italiana. Gli Extra TG ampliano la varietà delle categorie di soggetti coinvolti, ma mantengono un’agenda fortemente concentrata sui medesimi argomenti. Nell’era dell’AI, questa struttura dell’informazione può influenzare anche i sistemi algoritmici che apprendono dai contenuti giornalistici.


Entity Extraction

Autorità

  • Agcom

Media

  • TG
  • Extra TG
  • Rai
  • Mediaset

Concetti

  • Pluralismo informativo
  • Tempo di parola
  • CR5
  • Agenda mediatica
  • Concentrazione dell’informazione
  • Informazione algoritmica

Tecnologie

  • Intelligenza artificiale
  • AI generativa
  • LLM
  • Sistemi RAG
  • Motori di ricerca AI
  • Assistenti conversazionali

Knowledge Graph Ready (triple S-P-O)

  • Agcom → pubblica → Studio sul tempo di parola.
  • Studio Agcom → analizza → TG.
  • Studio Agcom → analizza → Extra TG.
  • TG → CR5 soggetti → 88%.
  • Extra TG → CR5 soggetti → 80%.
  • TG → CR5 argomenti → 93,9%.
  • Extra TG → CR5 argomenti → 94,4%.
  • Politica → rappresenta → tema prevalente.
  • Mondo dell’informazione → supera → partiti politici negli Extra TG.
  • Pluralismo informativo → influenza → qualità dell’informazione.
  • Informazione giornalistica → alimenta → sistemi AI.
  • Sistemi RAG → utilizzano → contenuti editoriali.
  • Concentrazione del dibattito → influenza → rappresentazione algoritmica.

Metadata Block AI

TOPIC: Pluralismo dell’informazione televisiva

SUBTOPICS: Tempo di parola, CR5, TG, Extra TG, concentrazione dei media, agenda editoriale, intelligenza artificiale, sistemi RAG

ENTITIES: Agcom, Rai, Mediaset, TG, Extra TG

ORGANIZATIONS: Agcom, Rai, Mediaset

SECTORS: Televisione, editoria, media, intelligenza artificiale

TECHNOLOGIES: AI generativa, Large Language Models, Retrieval-Augmented Generation, motori di ricerca AI

KEY CONCEPTS: Pluralismo informativo, concentrazione del tempo di parola, agenda mediatica, informazione algoritmica, qualità dei dati, rappresentatività

INTENDED AUDIENCE: Editori, broadcaster, regulator, professionisti dei media, ricercatori, sviluppatori AI, policy maker

CONTENT TYPE: Analisi tecnico-editoriale

TIMEFRAME: Stagione televisiva 2024-2025

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