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Radio. Attrazione fatale di un numero sempre maggiore di emittenti per il calcio. Si moltiplica a dismisura l’offerta. Ma gli esperti si interrogano sulla sostenibilità del mercato

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Radio e sport, in Italia come in USA un modello all’evidenza vincente. Almeno, astrattamente, a livello commerciale.
Tutto il calcio radio per radio, l’attrazione fatale di un numero sempre maggiore di emittenti per lo sport più amato dagli italiani. Si moltiplica a dismisura l’offerta, come reagiranno gli ascoltatori?
I tempi in cui il calcio si poteva seguire soltanto sulle reti Rai, Radio o Tv che fosse, sono sicuramente lontanissimi, se non come reale trascorso dei tempi ma come assoluto, totale capovolgimento di attori e spettatori.
E’ cambiato in ogni suo aspetto proprio già alla base lo svolgimento del campionato, così da far sembrare mai esistita un’abitudine pur consolidata per decenni: la contemporaneità delle partite la domenica pomeriggio.
Oggi che praticamente si gioca tutti i giorni e che televisioni e web in chiaro o a pagamento hanno attinto a piene mani da questo mondo, condizionandolo in tutti i suoi aspetti, era abbastanza facile presumere che anche le emittenti radiofoniche si sarebbero sempre più appassionate al fenomeno.

A parte il caso eclatante della romana Radio Radio, la più antica talk radio italiana fortemente incentrata sullo sport e tra le prime a credere nella multipiattaforma, RTL 102.5 già nel lontano 1994 fece da subito capire chiaramente il suo interesse verso l’universo sportivo, diventando la radio ufficiale del Giro d’Italia e consolidando il suo rapporto con il ciclismo anche negli anni a seguire.
Ma la vera svolta avviene nel 2010 con i Mondiali di calcio in Sud Africa, per la prima volta nella storia un’emittente privata acquisisce i diritti per trasmettere insieme alla RAI tutte le partite della coppa del mondo.Radio Radio Tv - Radio. Attrazione fatale di un numero sempre maggiore di emittenti per il calcio. Si moltiplica a dismisura l'offerta. Ma gli esperti si interrogano sulla sostenibilità del mercato
Interesse che viene confermato anche per tutte le edizioni a seguire e che affonda le radici già nel 2001 quando nasce la domenica il programma di Fabio Santini ”Mai visto alla radio”, cronache e commenti della serie A.
Indubbio quindi il coinvolgimento della rete ammiraglia del gruppo Suraci che non potrà che confermarsi in maniera ancora più massiva pure in questa nuova stagione.
Di contro per una radio generalista che si rivolge ad un pubblico molto ampio, il cui claim è ”very normal people”, offrire anteprime ed esclusive dello sport più amato è sicuramente un punto di forza che ha certamente contribuito ad aumentarne gli ascolti, soprattutto nei periodi in cui tutto era a quasi esclusivo appannaggio della Rai, il cui modo di seguire gli eventi, spesso stereotipato e asettico, in molti casi, e per un certo tipo di utenti, non risultava appetibile.

Rimane il dubbio, nonostante ”l’effetto Ronaldo” abbia amplificato in maniera abnorme l’interesse sulle serie A, di quanto possa essere utile per tutte le altre emittenti seguire questa strada e moltiplicare l’offerta rischiando una parcellizzazione degli utenti distratti da una sovrabbondanza di offerta.
E’ notizia recente, proprio in tal senso, il matrimonio tra Radio Dee Jay e la Juventus che rende l’emittente in quota Elemedia Radio Ufficiale dei bianconeri, con la telecronaca in diretta di tutte le partite di Champions League; in studio ci sarà Linus per l’esordio il 19 Settembre affiancato da Riccardo Quadrano e da ospiti diversi per gli appuntamenti successivi.
Se per commentare come si svolgerà l’esordio di questo appuntamento dovremo solo aspettare qualche giorno, bisognerà certamente aspettare un po’ di più per valutare nel lungo periodo i risultati in termini di riscontro di audience di questa operazione.

Di certo c’è che lo storico programma ”Dee Jay Football Club” condotto da Ivan Zazzaroni all’inizio suscitò qualche perplessità, ma alla lunga si è assolutamente consolidato, diventando un vero e proprio must e addirittura arricchendosi da diversi anni anche del contributo di Fabio Caressa.
Esperimenti che si provano e che probabilmente è giusto tentare; sta di fatto che, tenendo pure conto della riconferma anche per la stagione in corso di ”FantaDeejay”, la trasmissione dedicata al fantacalcio con Stefano De Grandis e Riccardo Trevisani, l’offerta riservata agli appassionati di calcio in casa Dee Jay è sempre più ingente.
Se per RDS e Radio Italia il coinvolgimento per il pallone si è quasi sempre concentrato sugli approfondimenti nel corso dei notiziari e per Radio Capital sono ormai lontani i fasti di ”Capital Sport” con Massimo Caputi, maggiore è sicuramente l’impatto di Radio Kiss Kiss, sia con la rete principale che con le consorelle minori locali che cercano di catalizzare, come è giusto che sia, l’enorme mole di tifosi esistenti in Campania per la squadra di De Laurentiis.
Non sfugge alla ”dura legge del gol” neanche Radio 24 che dal 2012 propone nel primo pomeriggio ”Tutti convocati”, condotto da Carlo Genta, Pierluigi Pardo e Giovanni Capuano, trio ben assortito con una trasmissione che gode di un’ottima interazione con il pubblico la cui fidelizzazione è indubbia.

Cosa avverrà invece in casa ”RadioMediaset” è difficile prevedere all’attuale stato dell’arte, si può ipotizzare che le principali coinvolte saranno 105 (già abbondantemente ”utilizzata” negli ultimi mondiali) e la recentemente acquisita Radio Montecarlo che sembra potenzialmente quella più idonea ad usufruire di spazi informativi e talk.
Tra l’altro Radio 105 già nel 2000 sperimentava con la Gazzetta dello Sport i prima vagiti del fantacalcio in modulazione di frequenza e in tempi recenti le gag e parodie degli ‘Autogol”, quindi ha già teoricamente abituato, almeno in parte, il suo pubblico a questo genere di argomento.
Tra l’altro è evidente l’esplosione mediatica dedicata al calcio dalle reti televisive con il successo di ”Tiki Taka” il lunedì sera, il ritorno dopo diversi anni di un programma sportivo la domenica con il rispolvero dello storico marchio ”Pressing”, l’effetto esclusiva acquisizione del mondiale che non si è ancora spento e che ha portato in onda lunga anche la trasmissione di alcune partite della neonata ”Nation League”.

E’ assolutamente logico che tutto questo interesse e coinvolgimento televisivo avrà una notevole ricaduta sulle emittenti radiofoniche del gruppo, resta solo da vedere in che modo e soprattutto con quali stravolgimenti nei palinsesti e conseguenti riscontri negli ascolti.
Nella sempre più complicata partita a scacchi tra i pochi gruppi editoriali che rappresentano le maggiori radio italiane, e alla cui mossa arriva sempre une contromossa, attendiamo quindi di scoprire quale effetto domino susciteranno le iniziative già partite e quelle che verranno; rimane da chiedersi quanto tutta questa ”improvvisa” offerta di commenti e cronaca su uno sport che è certamente il più amato d’Italia, ma che a molti interessa sempre meno, possa determinare risultati vincenti nel ”rettangolo” della modulazione di frequenza.
Tutto questo alla luce del fatto che esistono in corsa per gli stessi utenti due radio tematiche fortemente strutturate che si rivolgono ad un pubblico preciso e altamente fidelizzato.

Viene lecito chiedersi se nonostante la presenza di Radio Sportiva, che pur non avendo una copertura capillare sul territorio (sebbene sia in crescita costante con le recenti acquisizioni di nuove frequenze in Abruzzo, Molise e Puglia) raggiunge comunque risultati d’ascolto pari a quelli di alcune nazionali, e nonostante l’ottima organizzazione di RMC Sport grazie alla partnership con TMW (di cui avevamo anticipato in tempi non sospetti già nel 2017 le ottime potenzialità per lo sbarco in FM) che non tarderà ad ottenere grossi riscontri anche dai dati di ascolti, al netto della presenza di queste radio interamente dedicate al calcio in cui in ogni momento l’appassionato può sentire parlare dei propri beniamini, partecipare, conoscere, quanto ha senso per le altre emittenti implementare il proprio palinsesto in questa direzione?
Tutta questa indigestione di calcio che già premia (come nel caso di Radio Sportiva) o premierà (verosimilmente presto RMC Sport Network) giustamente chi ne ha fatto interamente il proprio format, avrà gli stessi risultati anche per tutti gli altri?
O alla fine, come spesso accade, il ferro battuto diventerà troppo caldo e quindi poco consono da utilizzare per tutti?
Nell’attesa di avere delle risposte che sicuramente il tempo ci darà, rimandiamo comunque un’analisi sulle due emittenti tematiche, sul loro rapporto con lo sport, sulle relative potenzialità di crescita e verosimile competizione ad un prossimo articolo. (U.F. per NL)