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Radio. Volanti: Radio Italia prima ad aver creduto nella tv. Futuro sarà IP, ma radio prospererà. Aggregatori grande opportunità

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Mario Volanti, fondatore di Radio Italia, una delle emittenti che ha raccolto maggiori riscontri nelle rilevazioni di ascolti riferite al 2017 rilasciati da TER (Tavolo Editori Radio) con una crescita del 18,1% rispetto al dato del 2016, collocandosi al terzo posto nella classifica delle più ascoltate nel giorno medio e al secondo nei dati riferiti ai 7 giorni, è sicuro: in un mondo totalmente IP la Radio avrà ancora un grande spazio.
Un premio, quello assegnato dal TER all’ottimo lavoro di Volanti svolto su molteplici fronti: da quello ”tradizionale” dell’implementazione del parco frequenze, che ha ulteriormente migliorato la copertura in tutte le regioni (come per esempio in Sicilia dove l’acquisizione della prestigiosa postazione di Monte Lauro ha migliorato di molto il segnale in questa regione), allo strettissimo rapporto con la musica dal vivo che proprio quest’anno ha festeggiato il record di 30 anni di dirette radiofoniche da San Remo durante il Festival e con la conferma anche per il 2018 di Radio Italia Live, concerto che riunisce i big della musica italiana in un evento che ogni anno risulta essere sempre un grande successo.

Un’emittente, quella di Volanti, che è riuscita ad instaurare un rapporto costante con i propri ascoltatori, anche sfruttando le nuove opportunità offerte dalla tecnologia con un impatto notevole grazie a social e app.
Un format essenziale ma efficace, su cui agli inizi pochi avrebbero puntato in una nazione per natura esterofila come la nostra ma che invece, alla lunga, ha pagato creando un impressionante numero di epigoni locali e che ha costretto anche i competitor nazionali a mettersi in gioco sullo stesso campo.
Ma le scommesse per Mario Volanti e il suo gruppo si giocano ancora sul fronte delle nuove iniziative, come Radio Italia Rap, che per prima si rivolge ad un genere che ha un seguito notevole sui giovani, spesso lontani dai media canonici.
Di questo, ma anche di tanto altro, abbiamo parlato proprio con il deus ex machina di Radio Italia, in questa intervista, concessaci con grande disponibilità in tempo record.

(Domanda) Allora Presidente, il TER vi ha premiato e molto…
(Risposta) Direi di sì, e la cosa mi fa ovviamente molto piacere. Speriamo continui a farlo.
(D) Insieme a RTL 102,5 siete l’emittente che più ha beneficiato del contributo televisivo: scelta lungimirante che sul lungo periodo vi ha gratificato. In tutta sincerità, quanto pesa sul successo della Radio la presenza del brand Radio Italia Tv sul DTT?
(R) Ho iniziato a fare la Tv il 1° ottobre del 1998: proporre in televisione il format di Radio Italia è stata un’esigenza per ampliare l’offerta ai nostri ascoltatori. Siamo stati i primi a fare questa scelta e a metterla in pratica e in questi 20 anni siamo stati al passo con l’evoluzione tecnica e tecnologica. Sicuramente il brand televisivo ha contribuito al successo editoriale, così come per altro tutta la parte social, tutte le app e tutte le iniziative sul territorio che abbiamo svolto in questi ultimi 12 anni.

(D) Manzoni e Viacom sembrano molto soddisfatte della capacità di Radio Italia e Radio Italia Tv di essere vendute presso i centri media. Soddisfatti della raccolta o vi aspettate di più?
(R) Diciamo che siamo soddisfatti delle raccolte, diciamo anche che ci aspettiamo sempre di più sia fronte radio che fronte televisivo. Riteniamo infatti che le potenzialità dei due mezzi non siano state ancora completamente rappresentate. Mario Volanti, Radio Italia(D) Con Radio Italia Rap state percorrendo la strada del brand bouquet, al pari di Radiomediaset e RAI. Ci saranno altri prodotti IP declinati dal marchio principale Radio Italia?
(R) Non credo che l’iniziativa Radio Italia Rap sia un brand bouquet, ritengo sia invece una declinazione nuova, unica televisivamente, e interessante per soddisfare le attese musicali di un pubblico molto giovane che da qualche tempo ha manifestato un enorme interesse per la musica rap, trap e hip hop. Non credo che per il momento ci possano essere altre iniziative che declinino il marchio Radio Italia, anche perché non è facile farsi venire idee nuove e soprattutto che abbiano un senso e possano essere realizzate.

(D) L’ascolto IP comincia a pesare sul complesso?
(R) Sì, comincia a pesare e peserà sempre di più.
(D) Radio Italia Rap sbarcherà sul DTT nazionale come visual radio?
(R) Il desiderio c’è, ovviamente il DTT è impegnativo poiché serve un LCN che abbia un suo significato e una capacità trasmissiva che però ha dei costi abbastanza rilevanti. Speriamo di poterci riuscire. Intanto stiamo trasmettendo in HD sul canale 726 di SKY e 54 di TvSat.
(D) La radio ibrida, che unisce le componenti sonore a quelle televisive è un’alterazione genetica che snatura il mezzo o una necessità per generazioni che non concepiscono la monosensorialità?
(R) Non credo si possa definire una radio ibrida. È una radio che viene ripresa dalle telecamere, sempre radio resta, aggiungendo in alcuni casi pregi e in altri difetti. L’importante è non snaturare il media originale che è e deve restare la radio.

(D) Sulle auto interconnesse ascolteremo le radio attraverso aggregatori di flussi streaming preinstallati, magari indipendenti come TuneIn. Qual è il pensiero di Volanti: è un pericolo o un’opportunità per le radio essere integrati in collettori non di proprietà?
(R) Sì, probabilmente lo sviluppo tecnologico e di fruizione va in questa direzione. Non sarà assolutamente un pericolo se la radio continuerà ad avere la propria personalità e potrà sempre di più integrare e coinvolgere i propri ascoltatori. L’integrazione in collettori non di proprietà è, dal mio punto di vista, un’opportunità perché sgrava l’azienda da impegni di gestione che non sono più indispensabili, consentendo di potersi occupare di più della parte editoriale. Ciò accade già in tv e, in alcuni paesi europei come la Francia, anche in radio.(D) Come vede il futuro radiofonico nel breve termine (5 anni) e nel lungo (15)?
(R) Essendo di natura ottimista, per me il bicchiere è sempre mezzo pieno mai mezzo vuoto, credo e spero che la radiofonia abbia un futuro lungo, anzi lunghissimo e prosperoso. Del resto, soprattutto in Italia, il ruolo della radio è storicamente sottostimato, di conseguenza una crescita importante farebbe allineare il nostro paese ad altre nazioni nelle quali la radio rappresenta già almeno il 10% degli investimenti pubblicitari.
In un futuro che, probabilmente, vedrà sempre più manager a gestire le decisioni dei media, un uomo che invece viene da questo mondo e che conoscendolo a fondo ha scalato gradino per gradino tutte le posizioni, è sicuramente una razza in via di estinzione ancora in grado di guardare il suo ”giocattolo” con il cuore ed appassionarsi a qualcosa che non è spiegabile solo con la logica dei numeri.
Perché milioni di persone che ogni giorno canticchiano il jingle ”Radio Italia solo musica italiana…” decretano in ogni caso a Volanti un invidiabile successo ed un impatto che va oltre dati e statistiche. (U.F. per NL)

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