TV. Televisione lineare sempre più sotto pressione. L’Osservatorio sulle comunicazioni n. 4/2025 di Agcom restituisce quadro impietoso

Osservatorio aGCOM 4/2025

È l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, attraverso l’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025, a fornire l’ultima fotografia ufficiale del settore televisivo italiano.
Il quadro che emerge dai dati relativi ai primi nove mesi del 2025 riguarda in modo diretto i principali broadcaster nazionali e descrive un sistema televisivo che continua a perdere pubblico, pur mantenendo assetti competitivi sostanzialmente stabili.

Sintesi

L’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025 di Agcom fotografa un settore televisivo italiano in progressiva contrazione, con una perdita di pubblico che nei primi nove mesi del 2025 si attesta intorno al 3% sia nel giorno medio sia nel prime time.
Il confronto con il 2021 evidenzia un arretramento strutturale, pari a oltre 3,6 milioni di telespettatori nel prime time ed a circa 1,4 milioni nell’intera giornata.
In questo contesto, la competizione tra broadcaster resta intensa, pur all’interno di una platea complessivamente in riduzione.
RAI mantiene la leadership nel prime time, sebbene in calo rispetto al 2024, mentre Mediaset rafforza le proprie quote di share pur con ascolti in flessione.
Più penalizzati risultano Warner Bros. Discovery e Comcast/Sky, mentre La7 si distingue per una crescita in controtendenza. Il calo della TV lineare viene ricondotto alla frammentazione dell’attenzione del pubblico e alla concorrenza di forme alternative di fruizione.
La transizione appare graduale e non traumatica, ma strutturale.
Come per la carta stampata, la televisione affronta un ridimensionamento di lungo periodo.
Il sistema, tuttavia, conserva rilevanza industriale e dinamiche competitive in evoluzione.

Osservatorio 4/2025 di Agcom

L’andamento degli ascolti della televisione lineare, osservata sia nell’arco dell’intero giorno medio sia nella fascia di massimo consumo del prime time.
Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025, il numero complessivo di telespettatori medi nel periodo gennaio-settembre 2025 risulta in flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Calo del 3% nel g/m e nel prime time

Il calo si attesta intorno al 3% sia nel giorno medio sia nel prime time, confermando una dinamica di progressiva erosione dell’audience televisiva tradizionale.

L’elemento centrale dell’analisi Agcom

Il confronto temporale non si limita al raffronto anno su anno con il 2024, ma viene esteso anche al 2021, consentendo di leggere l’evoluzione strutturale del mezzo televisivo.
Secondo l’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025, rispetto ai primi nove mesi del 2021 la televisione perde circa 3,6 milioni di telespettatori nel prime time, pari a una riduzione superiore al 16%, mentre nell’intero giorno la contrazione supera 1,4 milioni di individui, attestandosi attorno al 15%.

Arretramento ormai strutturale

Si tratta di un arretramento che non appare episodico, ma coerente con una tendenza di medio periodo.

Competizione serrata tra broadcaster…

La trasformazione del mercato televisivo italiano avviene nel suo complesso, come dimostra la distribuzione delle quote di ascolto tra i principali gruppi editoriali.

… ma all’interno di una contrazione generale

L’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025 evidenzia come, pur in un contesto di contrazione generale, la competizione tra broadcaster continui a produrre spostamenti interni di share.

RAI primo operatore nel prime time

RAI si conferma primo operatore nel prime time, con circa 6,8 milioni di telespettatori medi e una quota di share prossima al 37%, ma registra un arretramento rispetto al 2024 sia in termini di pubblico sia di quota.

G/M

Anche nel giorno medio il gruppo pubblico resta su livelli elevati, intorno a 2,8 milioni di telespettatori, ma con una perdita di circa 191 mila individui su base annua, come certificato dall’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025.

Mediaset, flette…

Mediaset, secondo i dati dell’Autorità, mostra invece una dinamica parzialmente diversa: nel prime time dei primi nove mesi del 2025 il gruppo raccoglie circa 6,7 milioni di spettatori, con una quota di share del 36,5%, in crescita di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

… ma mantiene leadeship in termini di share

Nel giorno medio, pur in presenza di una lieve flessione di audience, Il Biscione mantiene la leadership in termini di share, attestandosi intorno al 37,2%, confermando una capacità di tenuta competitiva in un mercato in riduzione.

Gli altri operatori

Gli altri operatori mostrano andamenti più marcatamente negativi. Warner Bros. Discovery registra una contrazione superiore al 5% nel giorno medio, mentre Comcast/Sky evidenzia un calo più contenuto, attorno all’1,7%.

La 7 in controtendenza

In controtendenza si colloca il gruppo Cairo Communication/La7, che vede crescere il proprio pubblico nel giorno medio di circa l’1,5%, segnalando una dinamica di nicchia ma positiva all’interno di un quadro generale recessivo.

Frammentazione dell’attenzione del pubblico

L’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025 colloca l’andamento della TV all’interno di un contesto di profonda trasformazione dei consumi audiovisivi. La progressiva riduzione della platea televisiva lineare appare coerente con la frammentazione dell’attenzione del pubblico di cui ci siamo occupati qualche giorno fa e con la concorrenza esercitata da modalità di fruizione alternative, pur restando la TV un mezzo centrale per informazione e intrattenimento.

Manifestazione duplice della transizione

Da un lato, il dato quantitativo certifica una perdita strutturale di spettatori; dall’altro, la redistribuzione delle quote di share mostra che la competizione tra broadcaster non è statica, ma continua a produrre riallineamenti interni.

La pressione

L’Osservatorio sulle comunicazioni 4/2025 restituisce così l’immagine di un settore televisivo che, pur sotto pressione sul fronte dell’audience complessiva, mantiene una forte rilevanza industriale e un equilibrio competitivo in evoluzione.

Calo costante della tv lineare, come per la carta stampata

La summa dei dati Agcom attesta che la televisione lineare italiana – come da oltre due decenni la carta stampata – ha avviato una fase di ridimensionamento della propria base di pubblico, senza tuttavia assistere a un crollo improvviso. Il calo è graduale, distribuito nel tempo e accompagnato da dinamiche di posizionamento che continuano a ridefinire i rapporti di forza tra i principali operatori del mercato.

I dati

Qui per consultare i dati. (E.G. per NL)

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