TV. UK: frenata su switch-off digitale terrestre. Governo conferma DTT almeno fino a 2034 e apre consultazione su futuro distribuzione tv

DTT, 2034, UK, London

A poche settimane dalle indiscrezioni su un possibile piano governativo per lo spegnimento della televisione digitale terrestre entro il 2035, il Governo britannico (uscente) ha precisato la propria posizione: il DTT continuerà ad essere garantito almeno fino al 2034.
Contestualmente è stata avviata una consultazione pubblica che dovrà definire le modalità della futura transizione verso la televisione distribuita via IP.
La novità non smentisce gli scenari già delineati dal regolatore Ofcom e dai principali broadcaster britannici, ma introduce un elemento di gradualità che potrebbe influenzare anche il dibattito europeo sul futuro delle piattaforme broadcast tradizionali.

Sintesi

Il Governo britannico ha chiarito che il digitale terrestre (DTT) continuerà ad essere garantito almeno fino al 2034, attenuando le recenti indiscrezioni che prospettavano uno switch-off entro il 2035.
La decisione non rappresenta un ripensamento strategico: Londra conferma, infatti, la prospettiva di una futura televisione distribuita esclusivamente via IP, rinviando però le scelte definitive a una consultazione pubblica che si concluderà entro la fine dell’anno.
Al centro del dibattito resta il tema dell’inclusione digitale, poiché milioni di cittadini britannici dipendono ancora dal DTT per l’accesso ai servizi televisivi.
Nel frattempo, broadcaster come BBC, ITV, Channel 4 e Channel 5 continuano a spingere verso modelli basati sull’Internet delivery e sulla piattaforma Freely, considerata il principale strumento di accompagnamento alla transizione.
Il caso britannico conferma che la questione non riguarda più il “se” la televisione migrerà verso Internet, ma il “quando” e il “come“.
Una dinamica che interessa da vicino anche l’Italia, dove il digitale terrestre mantiene un ruolo essenziale per garantire universalità del servizio, resilienza infrastrutturale e accesso gratuito ai contenuti audiovisivi.

Non uno stop allo switch-off, ma una dilazione

Attenzione, però: l’Esecutivo non sta rinunciando alla prospettiva di una televisione only IP, ma conferma che la piattaforma DTT manterrà un ruolo garantito almeno fino alla scadenza attualmente prevista nel 2034.
La decisione definitiva sulle modalità della transizione sarà assunta entro la fine dell’anno, al termine della consultazione pubblica avviata dal governo.

La correzione di rotta…

La precisazione assume rilievo perché giunge dopo le anticipazioni pubblicate nelle scorse settimane, secondo cui Londra stava preparando una roadmap per lo spegnimento progressivo dei trasmettitori terrestri e il passaggio integrale ai servizi televisivi via broadband.

… rispetto alle indiscrezioni di maggio

Le indiscrezioni avevano alimentato l’idea di una decisione ormai imminente e sostanzialmente irreversibile. Il quadro attuale appare invece più prudente, col Governo propenso a mantenere margini di flessibilità prima di assumere una decisione definitiva.

Il nodo resta l’inclusione digitale

La questione centrale continua ad essere quella dell’accessibilità universale ai servizi televisivi: secondo le analisi sviluppate negli ultimi anni da Ofcom e dai soggetti coinvolti nella Future TV Taskforce, il principale ostacolo allo switch-off non è tecnologico ma sociale. Milioni di cittadini britannici continuano infatti a utilizzare la televisione terrestre come piattaforma principale di accesso ai contenuti televisivi, mentre una quota non trascurabile della popolazione potrebbe incontrare difficoltà economiche, infrastrutturali o culturali nell’affrontare una migrazione esclusivamente IP.

I broadcaster spingono verso l’IP

Parallelamente (e in controtendenza con quanto accade nell’Europa geografica ed in particolare in Italia) i principali broadcaster britannici continuano a considerare il mantenimento di reti broadcast e piattaforme broadband come una duplicazione di costi sempre meno sostenibile. BBC, ITV, Channel 4 e Channel 5 hanno già avviato strategie convergenti verso modelli di distribuzione sempre più centrati sull’Internet delivery, sostenendo che entro la metà del prossimo decennio il numero di famiglie dipendenti esclusivamente dal DTT potrebbe ridursi drasticamente.

Freely

La piattaforma Freely, sviluppata per favorire la transizione verso la televisione IP gratuita, rappresenta uno degli strumenti principali di questa strategia.

Il DTT non è più il futuro, ma non è ancora il passato

La novità più significativa emersa dalla consultazione sembra essere proprio questa: nessuno degli attori coinvolti mette realmente in discussione la prospettiva di lungo periodo che vede la distribuzione televisiva convergere verso Internet. La discussione riguarda invece il ritmo della transizione e le condizioni necessarie per evitare fenomeni di esclusione digitale. In altre parole, il dibattito britannico non è più centrato sul “se“, ma sul “quando” e sul “come“.

Le implicazioni per l’Italia

Per il mercato italiano l’evoluzione britannica continua a rappresentare un laboratorio particolarmente interessante: anche nel nostro Paese la crescita della televisione connessa, delle piattaforme OTT e dei servizi distribuiti via IP sta modificando progressivamente gli equilibri della distribuzione audiovisiva. Tuttavia, come nel Regno Unito, il digitale terrestre continua a rappresentare una piattaforma essenziale per garantire universalità di accesso, gratuità del servizio e resilienza infrastrutturale.

Precedente importante

La scelta britannica di non fissare oggi una data irrevocabile per lo switch-off, pur confermando la direzione strategica verso l’IP, potrebbe quindi costituire un precedente importante per tutti i Paesi europei chiamati nei prossimi anni a decidere il futuro delle frequenze UHF e delle piattaforme broadcast tradizionali.

Dalla televisione broadcast alla televisione distribuita

L’impressione è che il Regno Unito stia progressivamente trasformando il concetto stesso di televisione: non più una piattaforma definita dalla rete di distribuzione utilizzata, ma un insieme di contenuti e servizi accessibili attraverso infrastrutture differenti, broadcast e broadband, destinate a convivere ancora per molti anni.

Timeline 2034

La conferma del DTT fino al 2034 non rappresenta quindi una vittoria della televisione terrestre sullo streaming. Piuttosto, sancisce l’avvio di una fase di transizione più lunga e complessa del previsto. Un periodo nel quale il broadcast continua a svolgere una funzione pubblica essenziale mentre si prepara il terreno per una futura televisione interamente IP.

Podcast

Qui per ascoltare il podcast dell’articolo. (E.L. per NL)

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