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Radio. L’aggregatore FM-world sta crescendo segnando trend molto particolari, indiziari della mutata forma del consumo radiofonico in Italia

22HBG FM-world

Se gli aggregatori globali diventano nuovi gatekeeper della radio, in Italia FM-world prova una strada diversa: tecnologia, distribuzione, dati e servizi B2B mantenendo in capo agli editori la relazione con l’ascoltatore. Con un potenziale pubblicitario ancora largamente da esprimere attraverso programmatic audio, targeting contestuale e modelli di revenue sharing.
E mentre l’utilizzo cresce molto più rapidamente della base installata, un gruppo internazionale ha già manifestato interesse per la piattaforma.
A Newslinet il COO di 22HBG Eugenio Carpeggiani spiega numeri, modello industriale e prospettive di un asset che punta a valere molto più di un semplice aggregatore.

Sintesi

FM-world sta evolvendo da aggregatore radiofonico a piattaforma che integra distribuzione, tecnologia, dati, visual radio e servizi B2B.
Nei primi otto mesi del 2026 le sessioni dell’applicazione FM-world sono cresciute del 59,4% e le ore di utilizzo del 61%, contro un +9,2% dei device unici.
La fidelizzazione è particolarmente elevata: il 10% dei device genera il 93% delle sessioni, mentre il rapporto DAU/MAU raggiunge il 23-24%.
La piattaforma funziona soprattutto come “telecomando della radio”, attraverso cui gli utenti raggiungono rapidamente le proprie emittenti abituali.
L’automotive è uno degli ambienti più dinamici, con le sessioni via Apple CarPlay più che quintuplicate nei venti mesi osservati e un utilizzo intenso di Android Auto.
Accanto all’app consumer, 22HBG sviluppa API, player white-label, metadati, visual radio e AIrLog, puntando ad accrescere il peso dei ricavi ricorrenti B2B.
Importante è il potenziale pubblicitario ancora inespresso: programmatic audio, pubblicità contestuale e revenue sharing possono aprire nuove forme di monetizzazione digitale.
Il modello dichiarato punta però a preservare la relazione diretta tra emittente e ascoltatore, utilizzando l’aggregatore per ampliare distribuzione e accessibilità.
A tecnologia e dati si aggiungono FM-world.it e Talkmedia, che apportano reputazione, relazioni e conoscenza diretta del mercato radiofonico italiano.
Intanto un soggetto internazionale ha manifestato interesse per FM-world, segnale del valore industriale attribuibile alla combinazione di tecnologia, catalogo, dati, distribuzione, automotive e rapporti con i broadcaster.

Nicola Franceschini, Eugenio Carpeggiani, FM-world
Nicola Franceschini (a sinistra) ed Eugenio Carpeggiani di 22HBG

Da TuneIn a FM-world

Il nostro articolo di approfondimento sui recenti sviluppi di TuneIn, il più importante aggregatore di flussi streaming radiofonici mondiale, ha riscontrato un grande interesse da parte del settore radiofonico e pubblicitario italiano.
Abbiamo quindi deciso di approfondire il tema attraverso un’intervista all’avvocato Eugenio Carpeggiani, Chief Operating Officer (COO) di 22HBG, la società proprietaria di FM-world, il principale aggregatore di flussi streaming radiofonici italiani, che oltre a indicizzare tutte le principali emittenti italiane – pubbliche e private – integra da tempo un ampio catalogo internazionale, con un’ampiezza di offerta lineare comparabile a quella dei grandi aggregatori globali.

L’intervista a Eugenio Carpeggiani COO di 22HBG

(Newslinet) – Il caso TuneIn dimostra che un aggregatore radiofonico può trasformarsi da semplice directory in un’impresa autonoma fondata su distribuzione, dati e monetizzazione. Su una scala evidentemente diversa, qual è oggi il modello di business della piattaforma FM-world?
(Eugenio Carpeggiani) – La definizione di aggregatore descrive soltanto una parte dell’attività: FM-world nasce certamente come strumento per facilitare l’accesso alle emittenti, ma nel tempo si è sviluppato intorno a più componenti.

I servizi oltre l’aggregazione

Penso ad applicazioni consumer, distribuzione multipiattaforma, servizi tecnologici alle radio, API, player white-label, gestione e normalizzazione dei metadati, servizi di visibilità, strumenti di analisi degli ascolti come AIrLog e la distribuzione della visual radio, con la raccolta e la normalizzazione dei flussi video delle emittenti portati sul televisore e negli altri ambienti connessi: siamo stati fra i primi al mondo a integrare una collezione visual di questa ampiezza all’interno di un aggregatore radiofonico, in un momento in cui la radio visiva era ancora un’eccezione.

Non solo aggregatore

E infine una componente editoriale rappresentata da FM-world.it, come testata informativa diretta dal giornalista Nicola Franceschini. Dal punto di vista economico, il modello che riteniamo più interessante è proprio quello che combina B2C e B2B. L’audience consente di validare la piattaforma e produrre dati; l’infrastruttura tecnologica permette poi di trasformare alcune di queste competenze in servizi per emittenti, network e operatori terzi. In prospettiva riteniamo che la componente B2B possa assumere un peso crescente.

AIrLog

(NL) – Le elaborazioni di AIrLog – il servizio di FM-world dedicato all’analisi anonima e aggregata degli ascolti – mostrano una crescita dell’utilizzo molto più rapida di quella della base installata: nei primi otto mesi del 2026, confrontate con lo stesso periodo del 2025, le sessioni sono aumentate del 59,4% e le ore del 61%, mentre i device unici sono cresciuti soltanto del 9,2%. Che cosa significa economicamente?
(E.C.) – Attesta che la crescita che stiamo osservando non deriva soltanto dall’ingresso di nuovi utilizzatori, ma soprattutto da un aumento della frequenza e dell’intensità di utilizzo da parte della base esistente. Per una piattaforma questo è un dato molto importante, perché un utente ricorrente ha un valore industriale diverso da un download occasionale.

Il perimetro di osservazione

È naturalmente necessario ricordare che si tratta di misurazioni proprietarie, anonime e aggregate e distinguere i device dagli utenti e le sessioni dall’ascolto certificato secondo le metriche utilizzate dalle ricerche radiofoniche tradizionali. Ma, all’interno del nostro perimetro, il dato ci dice che FM-world viene utilizzata sempre più come strumento quotidiano di accesso alla radio.

FM-world

Il 10% dei device genera il 93% delle sessioni

(NL) – Il dato forse più sorprendente, sempre dalle rilevazioni AIrLog, è che il 10% dei device genera il 93% delle sessioni, mentre il rapporto DAU/MAU (la metrica che misura il livello di coinvolgimento e fidelizzazione degli utenti verso un’app) si colloca fra il 23 e il 24%, oltre il doppio della mediana indicata per le peer app della categoria “Musica e audio“. Non è un’audience enorme, ma sembra molto fedele.
(E.C.) – È probabilmente la caratteristica più interessante della piattaforma: FM-world non deve necessariamente essere valutata con la stessa logica di una grande applicazione generalista, dove l’obiettivo principale è massimizzare il numero assoluto degli utenti. Nel nostro caso conta molto la qualità della relazione con l’utilizzatore. Una parte consistente dell’audience torna frequentemente e utilizza FM-world per raggiungere le proprie emittenti abituali. Dal punto di vista commerciale questo significa disporre di un pubblico relativamente riconoscibile nei comportamenti e con una frequenza d’uso elevata. La sfida è aumentare progressivamente la base senza perdere questa caratteristica.

Il telecomando della radio

(NL) – Il profilo d’uso che emerge è quello di un accesso abituale alle proprie emittenti di riferimento, più che di una navigazione esplorativa del catalogo. FM-world sembra quindi funzionare più come “telecomando della radio” che come piattaforma di discovery. È così?
(E.C.) – Direi che è una lettura corretta, anche se la funzione di scoperta rimane: la maggior parte degli utenti non apre FM-world per cercare continuamente qualcosa di nuovo, ma per raggiungere rapidamente una o poche radio con cui ha già una relazione consolidata. Questo ci differenzia in parte da altri aggregatori internazionali.

Il valore aggiunto

Il valore che vogliamo produrre non consiste nel sostituire il brand dell’emittente, ma nell’essere uno dei punti attraverso cui quel brand diventa facilmente raggiungibile su dispositivi e ambienti diversi. Per questo consideriamo fondamentale mantenere una relazione equilibrata con i broadcaster.

Un’infrastruttura per accompagnare la radio dall’ascoltatore più che il contrario

(NL) – Uno degli ambienti più dinamici è l’automobile. Nei venti mesi osservati le sessioni su Apple CarPlay sono più che quintuplicate e Android Auto si conferma fra gli ambienti a maggiore intensità di utilizzo. Quanto vale strategicamente il cruscotto?
(E.C.) – Moltissimo. Storicamente la radio ha avuto nell’automobile uno dei propri ambienti naturali e la progressiva trasformazione digitale del cruscotto rende sempre più importante garantire continuità fra ricezione broadcast e accesso IP. Il nostro obiettivo non è immaginare l’IP come sostituto automatico di FM o DAB, ma costruire un’infrastruttura capace di accompagnare la radio dove si trova l’ascoltatore. Apple CarPlay e Android Auto rappresentano già una parte significativa dell’utilizzo e riteniamo che l’automotive sarà uno degli ambiti nei quali il valore tecnologico e distributivo di piattaforme come FM-world potrà emergere maggiormente.

Gianluca Busi, Nicola Franceschini, 22HBG
Gianluca Busi (a sinistra) e Nicola Franceschini di FM-World

Scalabilità

(NL) – FM-world dispone però anche di un’infrastruttura che rimane in gran parte invisibile al consumatore: API a disposizione di clienti terzi, bundle di catalogo, player white-label, monitoraggio dei metadati in onda in tempo reale e, sopra a tutto questo, gli strumenti di analisi di AIrLog. Quanto conta oggi questo B2B?
(E.C.) – È una componente che riteniamo strategica perché rende l’asset meno dipendente dalla sola applicazione consumer. Il catalogo, le API, i bundle, i player e il sistema di gestione dei metadati possono essere utilizzati da soggetti diversi per costruire propri servizi. Questo significa che una parte dell’infrastruttura è riutilizzabile e scalabile.

Più servizi tecnologici e distributivi

È anche il senso di AIrLog: prendere dati tecnici, anonimi e aggregati e restituirli all’emittente come strumento di lettura del proprio ascolto digitale. In termini economici preferisco non anticipare percentuali che richiederebbero una rappresentazione completa del conto economico, ma la direzione è chiara: vogliamo aumentare il peso dei ricavi ricorrenti derivanti da servizi tecnologici e distributivi rispetto alle attività più tradizionali.

La relazione con l’utente rimane dell’emittente

(NL) – Nell’articolo su TuneIn abbiamo posto una questione scomoda: l’aggregatore utilizza contenuti il cui costo editoriale è sostenuto dai broadcaster e può quindi essere accusato di free-riding. FM-world è un intermediario che sottrae valore alla radio o un partner strategico che ne produce di nuovo?
(E.C.) – Dipende dal modello con cui l’aggregatore opera: se il risultato fosse semplicemente quello di frapporsi tra radio e ascoltatore senza restituire alcun beneficio all’emittente, la critica avrebbe una sua logica. Noi cerchiamo invece di costruire un rapporto diverso: maggiore reperibilità su più dispositivi, gestione dei flussi, dati, metadati, servizi tecnologici e possibilità di accesso ad ambienti che una singola radio potrebbe avere difficoltà a presidiare autonomamente (il televisore e la visual radio ne sono l’esempio più chiaro, perché richiedono un lavoro di raccolta e normalizzazione dei flussi video che difficilmente un’emittente affronta da sola). Per noi l’equilibrio deve essere questo: l’aggregatore ha senso se accresce la distribuzione e il valore del contenuto, non se diventa proprietario della relazione che quel contenuto ha generato.

Il programmatic è una grande opportunità

(NL) – Le vostre rilevazioni evidenziano picchi di utilizzo alle 8 e alle 16 e una forte presenza in automobile e sui televisori. Avete quindi un’inventory potenzialmente interessante per il mercato pubblicitario. Quanto è già monetizzata e quanto spazio esiste per programmatic audio, targeting e forme di revenue sharing con le emittenti?
(E.C.) – È probabilmente una delle aree nelle quali esiste maggiore spazio di sviluppo. Oggi non considero ancora pienamente espresso il potenziale pubblicitario della piattaforma: disponiamo di indicazioni crescenti sul contesto d’ascolto, sugli ambienti utilizzati e sulla frequenza delle sessioni; evidentemente tutto ciò deve essere gestito nel rispetto della disciplina sulla privacy e con una distinzione molto chiara fra dato tecnico, dato aggregato e dato personale (ed è la ragione per cui AIrLog lavora su base anonima e aggregata). Dal punto di vista industriale, però, programmatic audio, pubblicità contestuale e modelli condivisi con gli editori sono percorsi che meritano di essere sviluppati. La radio italiana ha ancora ampi margini per portare nel digitale modelli di monetizzazione già maturi in altri mercati.

Il ruolo informativo di FM-world.it

(NL) – C’è poi la testata giornalistica FM-world.it, con un archivio che risale al 2011, una produzione quotidiana continuativa e un pubblico stabile di professionisti del settore. Quanto vale questa componente editoriale nel sistema FM-world?
(E.C.) – È importante perché FM-world non è nato soltanto come prodotto tecnologico: il rapporto con il settore radiofonico deriva anche da una presenza editoriale molto lunga, da un archivio costruito nel tempo e da rapporti diretti con emittenti, professionisti e operatori. Rapporti che nascono in primo luogo dal legame con Talkmedia, una delle piattaforme di riferimento della radiofonia italiana: è lì che gli addetti ai lavori si scambiano notizie e informazioni quasi in tempo reale, insieme alle opinioni su ciò che accade nel settore.

Confronto costante con le esigenze degli editori

Per noi significa disporre di un canale diretto e continuo con chi fa la radio ogni giorno, e non di una semplice relazione commerciale. Questo patrimonio produce conoscenza del mercato e contribuisce alla qualità dei dati che alimentano la piattaforma. Dal punto di vista di un potenziale partner industriale, tecnologia ed editoria non vanno necessariamente valutate separatamente: la prima dà scalabilità, la seconda offre reputazione, relazioni e capacità di interpretare il settore.

Partner industriale

(NL) – Ecco, appunto: veniamo a una questione che inevitabilmente susciterà attenzione. Ci risulta che un gruppo internazionale abbia manifestato interesse per l’acquisizione di FM-world. Si può confermare l’esistenza di un confronto? E che cosa può aver attirato l’attenzione di un operatore straniero?
(E.C.) – Posso confermare che esistono interlocuzioni con un soggetto internazionale interessato a FM-world, mentre non sarebbe corretto, allo stato, entrare nei dettagli relativi all’identità della controparte, alla struttura dell’eventuale operazione o alle condizioni economiche. Siamo in una fase nella quale è opportuno mantenere la necessaria riservatezza.

Le peculiarità di un aggregatore italiano per il mercato tricolore

Ritengo però significativo il fatto stesso che vi sia interesse: dimostra che un asset sviluppato in Italia, pur con dimensioni incomparabilmente inferiori a quelle dei grandi aggregatori globali, può essere considerato interessante per la combinazione fra tecnologia già operativa, catalogo, dati storici, distribuzione multipiattaforma, presenza automotive, relazioni con i broadcaster e conoscenza del mercato italiano. È probabilmente questa combinazione, più del singolo numero di utenti, a rappresentare il valore industriale di FM-world.

Quanto vale FM-world?

(NL)TuneIn è stata acquistata da Stingray sulla base di un multiplo dichiarato di circa 1,6 volte i ricavi e 5,8 volte l’adjusted EBITDA. Senza chiedere naturalmente una valutazione di FM-world: per una piattaforma come la vostra, quale parametro sarebbe più corretto per determinare il valore? Fatturato, EBITDA, audience, tecnologia, dati o costo che un acquirente dovrebbe sostenere per ricostruire da zero un’infrastruttura equivalente?
(E.C.) – Credo che applicare un singolo multiplo sarebbe riduttivo: per un’impresa di queste dimensioni il conto economico è certamente importante, ma non sempre fotografa interamente il valore industriale dell’asset. Bisogna considerare anche quanto tempo, capitale e competenze sarebbero necessari per replicare il catalogo, le integrazioni, i dati storici, le applicazioni, la presenza sugli store, i rapporti con gli operatori e la reputazione del marchio. In un’operazione strategica il valore nasce normalmente dalla combinazione fra risultati economici attuali e capacità dell’acquirente di estrarre sinergie da ciò che è già stato costruito. (E.G. per NL)

Quello che segue è un livello di lettura aggiuntivo pensato per rendere i contenuti umani facilmente comprensibili e recuperabili dai sistemi di intelligenza artificiale. La struttura separa con chiarezza fatti, fonti, interpretazioni e scenari, così da preservare il contesto e attribuire correttamente analisi e tesi. L’obiettivo è favorire una presenza più affidabile e riconoscibile dei contenuti Newslinet nei motori generativi e nei sistemi di ricerca evoluti.

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