Il falso problema dello spazio sui mux T2

mux t2

Si sta diffondendo tra gli operatori televisivi l’allarmismo a riguardo del fatto che sui mux T2 dal 2022 non ci sarebbe spazio per tutti gli attuali fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA). In altri termini, le emittenti esistenti si riduranno di numero per via della minore capacità trasmissiva disponibile su un ristretto gruppo di network provider (conseguente alle minori frequenze UHF disponibili dopo la destinazione della banda 700 MHz al 5G).

Errata interpretazione di un’oggettiva considerazione

E’ un falso problema che consegue ad una reale constatazione: il fatto che il tetto di 2 o 3 operatori di rete regionali corrisponde effettivamente a meno capacità trasmissiva non tiene infatti conto di due rilevanti novità tecnologiche.

Raddoppio

La prima – che in realtà non è affatto una novità – è che la maggiore efficienza del formato T2 rispetto al T1, in condizioni ideali, riesce a determinare quasi il raddoppio della capacità trasmissiva, con l’effetto che dove in DTT ci stavano per esempio 10 canali, col nuovo standard si potrebbe arrivare circa a 19-20.

DTT portale d’ingresso all’IP

La seconda – anch’essa innovazione non inedita, ma certamente poco nota – è che coi mux T2 si avrà la massima esaltazione della HBBTV (acronimo di Hybrid Broadcast Broadband TV, già in uso sul DTT), che consente di sfruttare il digitale televisivo terrestre come traghetto per l’IP.
Attraverso l’HBBTV si può, cioè, avere una finestra sempre aperta sul web, che può pertanto essere sfruttata per domiciliare su IP contenuti che necessitano di spazio (capacità trasmissiva) non disponibile a sufficienza sul DTT (o comunque in forma economicamente più sostenibile per tutti i player).

Matrimonio di convenienza

Per essere ancora più chiari, con l’HBBTV si può unire la facilità di utilizzo del tv (grazie alla semplice reperibilità dei contenuti con la ricerca per numerazione sul telecomando, cioè gli LCN) alla capacità trasmissiva virtualmente infinita ed economica del web.

Smart world

Certo, perché l’Hybrid Broadcast Broadband TV funzioni, il tv deve essere smart e connesso alla rete. Ma nel 2022, oltre il 90% dei televisori (a causa della sostituzione del parco apparati per consentire la ricezione dei mux T2) sarà smart e quindi potenzialmente in grado di connettersi alla rete.
Parallelamente, la maggiore diffusione della banda larga per garantire il soddisfacimento di esigenze quotidiane potenziato dall’emergenza Covid-19 e la diffusione sempre maggiore dello streaming on demand (Netflix, Prime Video, Disney, ecc.) farà sì che chi avrà una smart tv la collegherà effettivamente alla rete ed imparerà a fruttarne le potenzialità.

Compensazione

Si tratta di una forma di compensazione indiretta: le frequenze per il 5G tolte alla Tv possono essere fruttate per portare più facilmente la Tv sul 5G….

Paradosso

Da ciò, quindi, discende che l’accasamento del formato HBBTV sui mux T2 non solo consentirà di superare il problema della capacità trasmissiva sui nuovi mux, ma la renderà paradossalmente più economica di oggi.

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