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Radio e Tv locali. L’atavica tendenza italiana di non fare sistema. E, in genere, si preferisce affondare da soli piuttosto che stringere alleanze

alleanze

L’incapacità endemica, tipicamente italiana, di stringere alleanze, facendo sistema ed unendo esperienze diverse intorno ad un progetto comune, soprattutto nei periodi di crisi e di mutamenti strutturali e tecnologici, diventa una tara ancora più pesante e insostenibile.
Una volta a guidare tali atteggiamenti d’ostacolo a produttive alleanze era la presunzione di avere il miglior prodotto, con la conseguenza che alla proposta di affiliazione/sinergia/contribuzione, seguiva spesso l’offerta opposta. Ora che lo scarrafone non appare nemmeno più tanto bello a mamma sua, rimane la presunzione fine a se stessa.
Ciò che potrebbe risultare risolutivo, o in ogni caso rappresentare un futuro possibile, rimane invece per molti un ostacolo insormontabile e anche recenti esempi virtuosi sviluppatisi in questa direzione non sono serviti ad imprimere un cambio di rotta o segnare un cammino.
In campo internazionale, in Francia, BFM Business, una radio economica molto seguita (una sorta di Radio 24) – quindi non un player minore alla canna del gas – ha stretto una collaborazione in-house con RMC Story e il suo programma del mattino è adesso in onda in tutta la nazione.
BFM Business ha una versione tv che, però, sul DTT è posizionata su LCN 95 nella sola area di Parigi, quindi su una numerazione di difficile frequentazione per un pubblico non fidelizzato e una totale assenza nel resto del paese.
Di qui, quindi, l’idea di “promuoverla” attraverso la veicolazione su un LCN più frequentato e soprattutto nazionale (il 29 di RMC Story) del programma di appeal (che fungerà anche da traino per l’LCN 95 nell’area di Parigi).

Un chiaro esempio di come strutture “teoricamente” concorrenziali (ancorché sotto il medesimo ombrello societario) riescano invece a trovare elementi in comune che diventano punti di forza per entrambe, aumento di visibilità per la più “piccola” e incremento dei contenuti per la più “grande”.
Esempi autoctoni di alleanze strategiche ce ne sono a iosa: dai nemici acerrimi Sky e Mediaset che per fronteggiare Netflix ed Amazon  si sposano, dal fidanzamento (mai però evoluto in matrimonio e nemmeno chiaro se sia ancora qualificabile come tale) tra RDS e Radio 24, fino alla nascita di RMC Sport Network, un paradigma esemplare di come si possa trovare nelle altrui competenze la forza e lo stimolo per un progetto comune.
Alberto Hazan, grazie alla collaborazione con Triboo, gruppo quotato sul mercato AIM, attivo nel settore dell’e-Commerce, dell’Advertising e della comunicazione on line, e Tutto Mercato Web.com, primo sito per audience raggiunta, esclusivamente dedicato al calcio, nel panorama digitale italiano con 1.909.000 utenti unici (Fonte: Audiweb View- giugno 2017), oltre 1,8 milioni di download dell’app e oltre 2 milioni di fan su Facebook, ha tirato fuori dal cilindro un progetto che, giorno dopo giorno, diventa sempre più competitivo e che dall’unione delle diverse parti che lo compongono ha certamente creato un risultato che porta benefici indiscutibili a tutte le componenti, inimmaginabili se ognuna di esse fosse rimasta sulle proprie posizione e avesse continuato a volere correre da sola.

Sempre rivolte in questa direzione abbiamo raccontato proprio in questi ultimi giorni delle novità nell’etere televisivo del Lazio.
È stato infatti firmato l’accordo che lega il sito Newtuscia.it – un vero organo di informazione quotidiano di quest’area del Lazio, fra l’altro già attivo nel campo televisivo con una propria Web Tv – alle storiche e importanti emittenti televisive Gold Tv e Lazio Tv del gruppo Sciscione (sempre alla ribalta di recente per l’acquisizione delle importanti Tv toscane del gruppo Italia 7), visibili in tutto il Lazio e da circa 40 anni impegnate nel settore dell’informazione sul territorio regionale (sui canali 12 e 17 del digitale terrestre).
E scendendo ancora verso sud, già sottolineato dalla nostra testata, l’approdo in Basilicata sul canale 622 DTT di Le Cronache Lucane Tv, che nasce da un sito lucano di informazione (che per un breve periodo ha tentato anche di uscire in autonomia in forma cartacea) legato al noto e storico quotidiano napoletano ‘Roma’ e alla sua edizione per la Basilicata.
Il sito della stessa emittente riporta: “Le Cronache Lucane Tv è l’ulteriore tassello del macro mosaico che il gruppo della concessionaria Agi mette in campo, riuscendo così a far incontrare la tradizione del giornalismo d’eccellenza con le nuove tecnologie. Integrando una vera e propria multipiattaforma dell’informazione che va dalla carta stampata (il quotidiano ‘Roma’) all’online (il quotidiano on line lecronachelucane.it) passando per Radio e Tv (Radio Potenza Centrale, Radio Globo, Radio Eva e Le Cronache Lucane Tv)”.

Ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, di come know- how provenienti da terreni fertili diversi possano trovare una congiunzione di intenti atta a creare nuovi soggetti editoriali più forti e innovativi.
Chiudiamo il nostro “giro d’Italia” in Sicilia dove da qualche mese Teaser Media Group (con un progetto creativo e artistico curato da Consulenza Radiofonica) è riuscito nella difficile impresa di riunire sotto un unico gruppo editoriale tre emittenti differenti, Radio Action (di cui era già editore), Radio One e Radio Show che, pur operando all’interno della stessa struttura, continueranno ad avere comunque le loro identità differenti.
Una scelta coraggiosa e propositiva che supera le individualità e riesce a fare fronte comune per un progetto più ambizioso.

Tutte le prospettive che abbiamo indicato e le altre che per motivi di spazio non citiamo in questa occasione, rappresentano, seppur nelle loro diversità areali e strutturali, tutti modelli di aziende che hanno deciso di mettere da parte pregiudizi e rivalità e si sono cementate su nuove iniziative unendo le forze e concludendo alleanze per offrire un prodotto più competitivo. Sono segnali confortanti che arrivano da diverse parti, ma che continuano a costituire eccezioni perché nella prevalenza dei casi si continua a correre da soli, anche quando questa corsa non porta da tempo più da nessuna parte.
Tantissime piccole/medie emittenti continuano ad annaspare tra mille difficoltà nella sempre più vana attesa di (s)vendere a qualche network, incapaci di sfruttare qualunque forma di sinergia, di definizione di alleanze e di scorgere nel mondo delle rete possibili partner per iniziative comuni dalle più piccole alle più grandi.

Si arriva al paradosso per cui tante radio/tv dai contenuti assenti o estremamente discutibili sono sorde e cieche alle tante trasmissioni interessanti presenti sul web ma inesistenti sugli altri vettori. Si assiste, quindi, alla illogica stranezza della continua nascita di ulteriori soggetti che investono risorse economiche e artistiche frammentando ulteriormente l’offerta in un periodo in cui convincere inserzionisti è sempre più difficile, mentre l’altra fonte di reddito, costituita dall’organizzazione di eventi. risulta problematica se proposta da piccole entità.
Ma si tratta, purtroppo, di problematiche difficili da superare, che costituiscono il retaggio di abitudini e scuole di pensiero dure a morire per cui si preferisce naufragare da soli piuttosto che tendere la mano e scommettere insieme definendo alleanze lungimiranti.
Eccessiva presunzione nei propri mezzi e mancanza di elasticità mentale che stanno poco a poco, ma inesorabilmente, segnando la scomparsa di un microcosmo che aveva retto per decenni e, sarà pure duro da ammettere, ma non è solo responsabilità dei network ”compratutto” ma di chi, anche e soprattutto per colpa propria, si è messo nella condizione di implodere. (U.F. per NL)