Radio. Sull’automobile prossimi a rivoluzione epocale. Ecco cosa accadrà a breve. Podcast Media Monitor del 11/6/2022 con responsabili ITEL

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Radio DNS (radiodiffusione + IP in distribuzione armonizzata), Berti e Tomassini (Itel): per come pensato, DAB sarebbe la sorgente audio principale mentre IP ed FM verrebbero usati come backup in aree deficitarie. Parliamo però dello scambio seamless.
Se i produttori si atterranno alle norme, l’utente godrà di un gradevole e fluido modo di ascoltare la radio.
Aggregatori stile TuneIn? Probabilmente avranno una vita limitata sulle auto.
Per le nuove soluzioni integrate è importante avere un car entertainment dove il costruttore lasci maggiore libertà all’utilizzatore di poter scegliere una certa emittente piuttosto che un’altra, una frequenza FM, un ensemble DAB+. Oggi, purtroppo, si tende a voler “semplificare la vita” dell’utente, privandolo però di tante funzionalità basilari.
Spegnimento dell’FM? Una follia.
Giovani “nelle” radio? Non c’è più la fila davanti alle piccole radio per andare a parlare in onda. Con la diretta Facebook e YouTube il loro pubblico è il mondo intero.
Le radio fatte con il computer e le playlist automatiche non possono avere un futuro.

Intervista ai soci fondatori di Itel

Questa settimana Media Monitor incontra Francesco Berti e Alessandro Tomassini, fondatori di Itel (già oggetto di un recente articolo di NL – risultato molto letto – sull’audio nel DTT) per continuare a parlare di DAB approfondendone alcuni importanti aspetti tecnici. Come di consueto l’intervista nella sua versione podcast contiene l’intera conversazione, parzialmente riassunta in questo articolo.

ITEL, La storia

(Newslinet) – Due parole su ITEL.
(Alessandro Tomassini) – Essendo stato per diversi anni progettista in un’importante azienda italiana sarebbe stato per me facile buttarmi nella costruzione di trasmettitori. Tuttavia, il trattamento audio è il campo che più mi affascina, da quando, nel 2002, scrissi il plugin “SoundSolution” per il player Winamp. Ebbe, inaspettatamente,  un grande successo e so che c’è ancora chi lo usa.

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I prodotti attuali

L’esperienza acquisita in 20 anni ha quindi permesso di sviluppare i prodotti che oggi conoscete: il primo prodotto Itel fu il coder RDS, fra i primi a implementare la funzione Radiotext Plus. Successivamente i processori audio, gli encoder, gli scambi.

I glitch

Questi ultimi sono coperti da due brevetti, uno riguardante la ricodifica delle tabelle AF, l’altro il riconoscimento dei “glitch” dei segnali ricevuti da satellite quando il livello di ricezione comincia a diventare insufficiente; un semplice rivelatore di audio muto, in questo caso, non avrebbe avuto alcun effetto.

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Soggettività sonora di default

Per quel che riguarda i processori audio, non c’è nulla di più soggettivo al mondo. Per parte nostra, nello sviluppo dei processori si è sempre cercato il giusto compromesso fra loudness e qualità con una propria timbrica distintiva.

Loudness War

Purtroppo, a mio avviso, la cosiddetta “loudness war” ha finora prevalso a discapito della qualità, specialmente oggi che, grazie alla crescente potenza di calcolo dei DSP o piattaforme PC, si riescono ad ottenere livelli di elaborazione del segnale impensabili in un processore analogico.

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Francesco Berti

Reality check

(NL) – Loudness war, quella cosa che ha distrutto la dinamica del suono. In FM era forse giustificata, ma in DAB non lo è. Quale la situazione attuale?
(Francesco Berti)  – I nostri processori DAB non sono quelli dell’FM senza l’MPX, sono oggetti che utilizzano algoritmi differenti, proprio per tenere conto della dinamica. Otteniamo una maggior naturalezza del suono.

Cogito, ergo suono

Ma molte stazioni tendono anche nel DAB a voler suonare più forte degli altri, quando servirebbe invece uniformare i livelli delle varie stazioni.

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Una congiura contro l‘HiFi

(NL) –  In pratica avremmo oggi la possibilità di godere appieno dell’opera di grandi ingegneri del suono come Alan Parsons, ma le impostazioni dei broadcaster ce lo impediscono…
(AT) – Non solo i broadcaster, da quanto ci risulta anche i circuiti all’interno dei ricevitori dell’automobile tendono a uniformare i volumi e i suoni di FM e DAB in base all’idea che non si debba sentire l’eventuale cambio di sistema.

Test verità

Comunque ci siamo ripromessi di far a breve un esperimento per verificare in prima persona se all’interno delle vetture vengono riprodotte tutte le frequenze o anche il DAB viene limitato ai 15 kHz come era indispensabile nella FM. Vi faremo sapere.

Mercati globali

(NL) – I vostri apparati sono venduti anche all’estero?
(AT) – Certamente. E, ad oggi, sono state vendute fra Italia ed estero, più di 2000 unità hardware, non contando i processori software installati a bordo degli encoder DAB+, tecnologia nella quale abbiamo deciso d’investire circa otto anni fa. Agli inizi i multiplex si contavano sulle dita di una sola mano.

Quasi monopolio dei multiplex locali DAB

Oggi tutti i multiplex locali attivati nelle varie regioni utilizzano nostri apparati. Inoltre, anche svariati enti di stato esteri quali Slovenia e Tunisia utilizzano i nostri multiplexer ed encoder DAB+.

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DRPRO6 HD

Gibberish per intenditori

(NL) – Puoi darci ulteriori dettagli sull’encoder DAB Itel?
(AT)  – La scheda di acquisizione audio è stata progettata internamente,  è stato implementato, come opzione, la versione software del nostro DPRO6HD, specificatamente sviluppato per applicazioni DAB+/HD, quindi con uno schema di elaborazione audio piuttosto differente rispetto al processore FM e la possibilità di utilizzare, su licenza, l’encoder di alta qualità Fraunhofer.

IdEnc

L’encoder IdEnc ha una base hardware che lo rende un dual encoder, ossia si ha la possibilità di codificare due contenuti diversi sia per programma sia per bitrate. 

Pentamux

Ogni processo di codifica è in grado di alimentare  5 Multiplexer contemporaneamente e questo è un importante vantaggio per radio presenti in più di un consorzio.

Robusto e ridondato

Il tutto in un apparato di facile installazione e dotato di alimentazione ridondata per garantire il massimo dell’affidabilità.

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Tasto Unico

(NL) – Come funziona il passaggio automatico da DAB a IP (e/o FM) in un moderno autoveicolo ?
(AT) – Dal punto di vista tecnico deve poter decodificare il canale SPI del DAB. Nel canale SPI è possibile inserire informazioni circa le varie fonti audio usate da un’emittente, che si tratti di IP Stream o frequenze FM in aree geografiche distinte.

Fonti di riferimento e di backup

Mettiamola così, per come è pensato lo standard, il DAB sarebbe la sorgente audio principale mentre IP ed FM sarebbero usati come backup nelle aree dove il segnale DAB non è più ricevibile. Parliamo però dello scambio seamless.

Standard da implementare

Lo standard consente di gestire i ritardi delle varie sorgenti audio informando il ricevitore sui valori previsti, dovremmo così avere un passaggio tra le varie sorgenti senza subire fastidiosi salti temporali dell’audio.

Se automotive si atterrà alle norme sarà possibile offrire un gradevole e fluido modo di ascoltare la radio

Nell’attuale mondo del car entertainment non abbiamo ancora avuto modo di fare test approfonditi, ma se i produttori si atterranno alle norme sicuramente sarà possibile offrire all’utente un gradevole e fluido modo di ascoltare la radio. In quanto alla differenza di qualità sonora tra le varie fonti vale quanto dicevamo poco fa.

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Da IP a DAB

(NL)  – Il passaggio è anche inverso? Cioè da IP a DAB?
(AT) – Sì. Una nota però: se invece si parla di APP dedicate, come gli aggregatori di IP stream, vedo la cosa molto più problematica. Anche se non impossibile.

Aggregatori

(NL) – Gli aggregatori di flussi streaming (FM World, TuneIn, Radio.net) avranno un futuro nell’automotive o sono destinati a essere sostituiti da singole soluzioni delle case automobilistiche, come qualcuno teme?
(Francesco Berti) – Penso che gli aggregatori di flussi IP avranno vita limitata. Sono soluzioni che non tengono conto degli altri scenari di trasmissione, sono comunque prettamente dipendenti dalla copertura telefonica e non sono gestiti in maniera nativa dai principali produttori di sistemi car entertainment.

Soluzioni non integrate

La disponibilità di connettività non è certo un problema per chi vive in aree densamente popolate, ma lo scenario cambia radicalmente nelle zone rurali. Ecco quindi che le soluzioni integrate dalle case automobilistiche potrebbero avere un futuro, perché possono tenere conto di tutti gli scenari essendo formalmente radio ibride.

Captive vs Open systems

Quello che auspico per le nuove soluzioni integrate nelle auto è avere un car entertainment dove il costruttore lasci maggiore libertà all’utilizzatore di poter scegliere una certa emittente piuttosto che un’altra, una frequenza FM, un ensemble DAB+.

Non sempre semplice è bello. E giusto

Oggi purtroppo si tende molto a voler “semplificare la vita” dell’utente privandolo però di tante funzionalità a mio avviso basilari.

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Il mitico switch off

(NL) –  Come vedi il futuro radiofonico a medio termine (cinque anni) e lungo termine?
(FB) – Posso esprimi solo con considerazioni a livello tecnologico e non di contenuti ovviamente. Vedo la morte dell’FM? No, la riterrei una follia, una mossa che danneggerebbe tutti.

Difficile oggi stabilire quale sarà la tecnologia del futuro

Il DAB è molto apprezzato in questo momento, ha indubbi vantaggi nel costo di gestione. Ma capire quale sarà la tecnologia del futuro a oggi è difficile.

IP risposta ovvia?

La risposta più ovvia sarebbe dire lo streamng IP. Ma tutto dipende dalle nuove generazioni, da come vivranno l’esperienza radiofonica all’interno del loro autoveicolo.

Sceglieranno gli utenti

Sarà l’utente a decidere e noi ovviamente dovremmo adeguarci.

Fuga dal player

Vedo comunque sempre più frequentemente una fuga dal banale player musicale che ha già stancato l’ascoltatore per un ritorno alla “radio” intesa come contenuto con una propria spiccata personalità.

Radio e “content creators”

(AT) – Io sono meno ottimista di Francesco, spero davvero che i giovani si appassionino alla radio, perché non mi pare di vedere più la fila davanti alle piccole radio per andare a parlare in onda. Oggi i giovani comunicano con la diretta Facebook, con la diretta YouTube e il loro pubblico è il mondo intero.

Playlist automatiche senza futuro

In ogni caso le radio fatte con il computer e le playlist automatiche non possono avere un futuro. (M.H.B. per NL)

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