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Radio 4.0. Upgrade visual radio dell’aggregatore FM World. Aperti gli inserimenti per le radio che dispongono di un canale video

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FM World, il principale aggregatore di flussi streaming radiofonici italiani, dopo i test di cui abbiamo dato conto qualche mese fa, ha reso disponibile la versione aggiornata per la fruizione in streaming delle emittenti radiofoniche che dispongono anche di un canale video.
“L’Italia è il Paese del mondo dove è nata la visual radio via etere, vero e proprio fenomeno del momento, che negli ultimi due anni ha visto un centinaio di stazioni radiofoniche dotarsi di un canale DTT per integrare con la componente video i contenuti sonori. Nella condizione di principale aggregatore di radio italiane, non potevamo ignorare questo plus-valore; anzi avevamo il compito di promuoverlo, tanto più che in tutto il mondo stanno osservando e studiando questa particolare evoluzione del medium radiofonico che ci pone ancora una volta tra i principali innovatori radiofonici“, spiega Gianluca Busi, esponente di 22HBG, la società che ha sviluppato FM World.

Le emittenti che dispongono di un canale visual radio possono contattare Consultmedia, che gestisce l’inserimento delle nuove stazioni su FM World, per chiedere l’abbinamento dello streaming video al flusso audio già presente, che sarà collocato in una apposita sezione dell’app (per ora IOS, ma a breve anche su Android)“, continua Busi.
“La visual radio DTT, quale elemento della cd. multipiattaforma, in diversi casi è arrivata a contribuire per oltre il 30% dell’ascolto radiofonico complessivo e quindi costituisce oggi un vettore particolarmente importante, soprattutto in considerazione del fatto che i ricevitori FM indoor continuano a calare e nel 2019 scenderanno sotto la soglia del 40% delle abitazioni. Non esserci significa privarsi di una importante possibilità di ascolto casalingo”, interviene Giulia Cozzi, della practice Radio Tv 4.0 di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico).

Tuttavia la legge 145/2018 potrebbe aver posto una seria ipoteca sulla sviluppo di tale opportunità: “Dalla lettura della legge di Bilancio 2019 sembra infatti che non sarà più possibile essere trasportati sui nuovi mux T2 senza essere FSMA, come invece avviene oggi con la sola modalità sonora o audiografica statica in assenza di uno specifico bando per l’attribuzione degli LCN nell’arco 701-799 – continua Giulia Cozzi -.  E per garantirsi una presenza sui mux T2 occorrerà presentare apposita domanda per la collocazione nella graduatoria FSMA che sarà stilata dal Ministero dello Sviluppo Economico ex art. 1 c. 1108 L. 145/2018 (Legge di Bilancio 2019) che ha modificato il comma 1034 dell’articolo 1 della L. 205/2017 (Legge di bilancio per il 2018) avente ad oggetto la disciplina delle modalità secondo le quali si procede all’assegnazione della capacità trasmissiva agli FSMA in ambito locale legittimamente operanti godendo della  “quota della capacita’ trasmissiva determinata con l’adozione del piano di assegnazione delle frequenze per la diffusione televisiva su frequenze terrestri” ad essi riservata ex art. 1 c. 1101 L. 145/2018″.

La procedura dei bandi è attualmente sottoposta a consultazione pubblica, con termine entro il prossimo 7 maggio, cosicché è altamente probabile che la pubblicazione dei bandi (per cui ci saranno 30 giorni per la presentazione delle domande per la collocazione nel precitato elenco dei trasportati in T2) avvenga tra fine maggio e giugno 2019.
“Riteniamo pertanto che le emittenti radio che oggi veicolano con soddisfazione i propri contenuti in visual radio DTT in assenza di un titolo FSMA (tipicamente con le soluzioni audiografiche statiche oppure con la sola componente sonora) e che quindi vogliono continuare a farlo anche in ambiente T2 successivamente al 2021, cioè dopo la conclusione del processo di refarming della banda 700 MHz, conseguano al più presto il titolo di fornitore di servizi di media audiovisivi con associato LCN, che consentirà non solo di partecipare ai bandi per FSMA, ma anche di ottenere, in presenza dei requisiti, le eventuali riassegnazioni (o conferme di attribuzione) dei logical channel number”, conclude Giulia Cozzi. (E.G. per NL)