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Radio, Tv, Editoria. Disamina dei commi di rilievo dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018)

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Pubblichiamo, una sintesi della approfondita disamina normativa della L. 145/2018, cd. Legge di Bilancio 2019, estratta dalla circolare della struttura di competenze a più livelli in ambito mediatico Consultmedia (collegata a questo periodico). Per scaricare il testo integrale della circolare, cliccare qui.
I commi dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019 di rilievo per il sistema mediatico italiano sono il 101, l’810, il 1094 e quelli dal 1101 al 1111, che di seguito disaminiamo.
Nel merito, il c. 101, inerisce ad una contribuzione a favore di RAI, mentre il c. 810 attiene alle contribuzioni per l’editoria e dispone che nelle more di una revisione organica della normativa di settore i contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici di cui al D. Lgs. 70/2017, sono progressivamente ridotti fino alla loro abolizione, secondo una serie di previsioni.

Il comma 1101 della Legge di Bilancio 2019 entra nel merito del processo di refarming della banda 700 MHz, disponendo la soppressione della riserva di 1/3 delle risorse frequenziali a favore delle emittenti locali ex D. Lgs. 177/2005 introducendo una generica riserva “alla diffusione di contenuti in ambito locale” attraverso “una quota della capacità trasmissiva determinata con l’adozione del piano di assegnazione delle frequenze per la diffusione televisiva su frequenze terrestri”. Come per le nazionali, pertanto, viene introdotto il principio della suddivisione della capacità trasmissiva in luogo di quello delle frequenze.
Il c. 1102 pone in capo ad Agcom l’obbligo di adottare il Piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre, individuando in ciascuna area tecnica più frequenze in banda UHF per la realizzazione di reti, di cui almeno una con copertura non inferiore al 90 per cento della popolazione dell’area, finalizzate alla messa a disposizione di capacità trasmissiva ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale. Da ciò si desume che per i fornitori di servizi di media audiovisivi locali utilmente collocati nella graduatoria di cui si dirà di seguito sarà a disposizione almeno un mux con copertura capillare dell’Area Tecnica di riferimento e, ove possibile, altri mux di copertura inferiore.

Il c. 1103 della Legge di Bilancio 2019 prevede, oltre a modifiche non rilevanti , che entro il 31/01/2019 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aggiorna il PNAF pianificando le frequenze in banda III VHF per la radiofonia digitale e, ove necessario, per il servizio televisivo digitale terrestre. Inoltre il citato comma prevede che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni pianifichi per la realizzazione di un multiplex contenente l’informazione regionale da parte di RAI una rete con decomponibilità per macroaree con frequenze in banda UHF.
Il c. 1104 modifica la road map del processo di refarming ed introduce l’obbligo in capo a RAI (mux regionali) di must carry per almeno un FSMA agli operatori di rete titolari di diritti d’uso sui ch 51 e 53 UHF che dovranno essere liberati prima degli altri.
Il c. 1105 stabilisce che l’assegnazione dell’ulteriore capacità trasmissiva disponibile in ambito nazionale e delle frequenze terrestri, aggiuntive rispetto a quelle destinate alla conversione dei diritti d’uso di cui al comma 1031 della legge di Bilancio 2018 e pianificate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nel PNAF, da destinare al servizio televisivo digitale terrestre per gli operatori di rete nazionali e la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale, cioè i due canali inizialmente destinati agli operatori di rete locali, avviene mediante procedura onerosa senza rilanci competitivi, indetta entro il 30/11/2019 dal Ministero dello sviluppo economico, in attuazione delle procedure stabilite entro il 30/09/2019 dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sulla base di una serie di princìpi e criteri.

Relativamente agli incentivi per l’acquisto di decoder T2 da parte dell’utenza il medesimo c. 1105 prevede che il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione degli introiti, versati su apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato, ad appositi capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per interventi finalizzati a incentivare l’acquisto di apparecchiature di ricezione televisiva , nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, e a favorire la sperimentazione di nuove tecnologie televisive. Infine, il c. 1105 introduce previsioni relativamente alla durata dei diritti d’uso oggetto di conversione e di assegnazione ex art. 1 c. 1031 L. 205/2017 ed alla gestione delle controversie tra operatori di rete nazionali in ordine all’esercizio di medesime frequenze.
Il c. 1106, a parte modifiche formali , fissa ulteriori elementi riguardanti la road map del refarming e sulla particolare casistica dei canali UHF 50, 51, 52 e 53 .
I cc. 1107 , 1108 e 1109 , a loro volta, prevedono modifiche in ordine alle previgenti scadenze, spostate dal 30/09/2018 al 30/03/2019, dal 30/06/2019 al 30/10/2019, dal 31/05/2019 al 31/12/2019, mentre i cc. 1110 e 1111 introducono rispettivamente variazioni di ordine economico-finanziario all’articolo 1, comma 1039, della legge 205/2017 e all’articolo 34-ter, comma 5, della legge 196/2009. Per approfondire il tema è possibile scaricare la circolare Consultmedia cliccando qui. (M.L. per NL)

Foto antenne di Floriano Fornasiero