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Radio. Lolli su futuro radiofonico. DAB+ troppo tardi: 5G cambiera’ tutto. Chi non va su DTT fa grosso errore. Spotify: ora e’ un pericolo. TER: meter azzerera’ ascolti basati solo su nome. Smart speaker: fantastici

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Lolli, web radio

Il 2019 sarà un anno di profondi cambiamenti ed avvicendamenti per la Radio: ne mancano tre alla dead line del 2022, con l’avvento del 5G che cambierà la modalità di fruizione  di radio e tv.
Intanto Spotify e altri servizi di streaming on demand lanciano l’attacco alla Radio sull’automotive e attraverso contenuti legati all’informazione ed all’intrattenimento.
Ne parliamo con Marco Lolli, radiofonico della prima ora, regista RAI (Rai2), consulente ed editore di Lolliradio, la principale web radio italiana.
(Newslinet) – Dunque Marco, Lolliradio non è solo l’antesignana delle web radio professionali in Italia, ma un vero e proprio modello ispirativo per tanti editori attuali e potenziali….
(Marco Lolli) – LolliRadio era il mio sogno e l’ho realizzato: era dal 1997 che facevo sperimentazioni sul web, penso su questo di essere stato più che un precursore. Sono passati 13 anni e se penso a tutto quello che è successo attorno a LolliRadio mi vengono i brividi…. Ancora oggi raccolgo dagli editori web e soprattutto FM tanti feedback positivi; ma gli inizi…. Ricordo ancora quando feci la prima “riunione ascolto” col mio webmaster e un editore radiofonico amico, per sapere cosa ne pensavano di “Happy Station”. Feci ascoltare uno showreel premontato con jingle, liner, tutta la confezione sonora realizzata ad hoc. E ricordo le loro facce….attonite, per la serie “questo è matto!” Devo ringraziare sempre l’amico Paolo Monesi per aver creduto per primo in LolliRadio e per avermi convinto ad usare quel marchio (io la volevo chiamare LolliPop Radio).
(NL) – Tu e Finelco (la holding degli Hazan) siete stati, in sostanziale coincidenza, i primi a credere nel brand bouquet IP. Qualche futurologo comincia a sostenere che ciò sia l’unica risposta possibile verso lo strapotere di Spotify, che sta dichiarando aperta guerra alla Radio lanciando servizi di intrattenimento e di informazione….
(Marco Lolli) – Finelco? Sono stati i primi, non c’è alcun dubbio. Io onestamente ero troppo impegnato a seguire modelli esteri che pensare di rubacchiare loro qualcosa. Ma siamo realtà diverse: loro un grande gruppo editoriale (poi acquisiti da un gruppo editoriale ancora più grande); io, un solista, un appassionato, uno con tante idee e zero soldi. lolliradio brand bouquet - Radio. Lolli su futuro radiofonico. DAB+ troppo tardi: 5G cambiera' tutto. Chi non va su DTT fa grosso errore. Spotify: ora e' un pericolo. TER: meter azzerera' ascolti basati solo su nome. Smart speaker: fantasticiLa cosa che ho notato è che LolliRadio non ha subito la concorrenza di Spotify: ha “fidelizzato”, come si dice in radiofonichese. Molti ascoltatori sono ancora quelli della prima ora; una vera community. Ora però con l’immissione di contenuti ad hoc, sì, il pericolo che Spotify accentri tutto su di sé è grande. Pericolo per tutti, anche per i broadcaster classici. Certo Spotify non è una radio, come pensano molti, ma a questo punto la differenza è labile…
(NL) – L’anno prossimo avrà luogo l’attuazione concreta del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze DAB+ approvato da Agcom, che consentirà di sviluppare la radio digitale via etere da parte delle emittenti locali in tutte le aree regionali. Qualcuno sostiene che siamo fuori tempo massimo, considerato che le reti 5 G genereranno velocità 10 volte superiori del 4 G, raggiungendo oltre 1 Gbps, con una capacità di gestione contemporanea di connessioni fino a 100 volte….
(Marco Lolli) – Siamo totalmente fuori tempo massimo. Ero direttore e socio di Radio Serena nel 1990, fortunata esperienza romana, e già si parlava di DAB. Sono passati 29 anni, cosa è cambiato? Per il DAB poco o nulla, ma lo scenario si è fatto completamente diverso. Se il DAB funzionerà sarò il primo ad essere felice, ma temo non accadrà mai: è l’IP che vincerà. Insieme ad amici fidati seguiamo le evoluzioni delle reti, sia 4G che 5G, e vediamo giorno dopo giorno che le cose stanno effettivamente cambiando totalmente. Siamo pronti.
(NL) – Negli USA gli smart speaker hanno ormai sostituito nell’indoor le radio AM/FM. Lolliradio si è già dotata di skill ed action per Echo e Home: quali i primi feedback?
(Marco Lolli) – Fantastici. Tanti download, soprattutto per LolliRadio Italia. Penso avremo belle soddisfazioni: ritengo gli smart speaker le vecchie radioline del presente; per il futuro ancora non so. Peccato non esista una “multiskill” come il nostro multiplayer, chissà in futuro…

(NL) – Multipiattaforma ed ibridazione radiotelevisiva sono stati i due principali tag del settore radiofonico negli ultimi due anni. Quale il tuo punto di vista sull’esplosione della visual radio DTT, che secondo il TER rappresenta il 13% dell’ascolto radiofonico?
(Marco Lolli) – Come ben sapete, visto che ho cercato l’assistenza legale e logistica di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico, ndr) riguardo all’ibridizzazione radio-tv per la stazione romana RTR 99 Canzoni E Parole Fuori Dal Coro (con la quale Lolli collabora, ndr), io ho sempre pensato a raggiungere ogni piattaforma possibile e immaginabile. E questo è stato anche il segreto di LolliRadio, essere presente da subito… ovunque. RTR 99 - Radio. Lolli su futuro radiofonico. DAB+ troppo tardi: 5G cambiera' tutto. Chi non va su DTT fa grosso errore. Spotify: ora e' un pericolo. TER: meter azzerera' ascolti basati solo su nome. Smart speaker: fantasticiCon RTR 99 raccolgo feedback spaventosi sul canale televisivo 680 nel Lazio, che dopo un anno di test ora stiamo perfezionando in modo importante. Chi ancora dei grossi gruppi FM non è presente sul DTT sta facendo un errore clamoroso, sarà un’onda inarrestabile. Certo ora siamo al punto di dover perfezionare il contenuto, la radio non è la tv e a mio parere va preservata come tale. Non siamo in grado di fare la “radiovisione” come RTL 102.5: Suraci è stato un innovatore su questo, anche nel coniare il termine vincente “radiovisione”. Ma c’è spazio anche per prodotti “senza video musicali”, si possono fare tante di quelle cose avendo le idee giuste!
(NL) – Con visual radio DTT e smart speaker la radio recupererà l’ascolto progressivamente perduto all’interno delle mura?
(Marco Lolli) – Posso già dire di sì. I segnali ci sono tutti, li tocco con mano ogni giorno. C’è un bell’entusiasmo in merito, pari a quello delle app quando sono uscite (e ricordo che la prima app multicanale fu quella di LolliRadio, scaricata da decine di migliaia e purtroppo persino copiata. Male, ovviamente!).Lolliradio - Radio. Lolli su futuro radiofonico. DAB+ troppo tardi: 5G cambiera' tutto. Chi non va su DTT fa grosso errore. Spotify: ora e' un pericolo. TER: meter azzerera' ascolti basati solo su nome. Smart speaker: fantastici(NL) – Sempre a riguardo del TER: si dice che nel 2020 finalmente verranno introdotti i meter….
(Marco Lolli) – Ecco, allora poi mi divertirò. Vedremo se esisteranno ancora delle “Radio Ricordi” con dati importanti su Roma pur non avendo frequenze accese, o questo continuo saliscendi di quarti d’ora che non ci fa ben programmare il futuro. Prendiamo ancora il caso di RTR 99, che è una delle radio più ascoltate in taxi a Roma, grazie alla sua particolarissima programmazione: perché questo dato non corrisponde a un boom di ascolti? Spero che il Meter metta fine e chiarezza a tutto un certo modo di fare, di cui le ultime due indagini eredi di Audiradio hanno replicato tutti i difetti.

(NL) – E’ giusto che le radio si dotino di un aggregatore proprietario come Radioplayer ed abbandonino collettori terzi come TuneIn?
(Marco Lolli) – Ho grande fiducia in RadioPlayer, in questo senso il Direttore di Radio Rai Roberto Sergio si sta spendendo molto e ha ragione a farlo. Però se fossi costretto a scegliere non abbandonerei mai TuneIn. Parliamo di un colosso mondiale, uno standard di fatto, che ha dato visibilità e ascolti a tutti i broadcaster. Ci sarebbe anche FmWorld che ormai ha una sua maturità e riconoscibilità sul mercato.  Bisogna pensare globalmente e non solo localmente, questo è sempre stato il mio credo quando ho costruito la mia attività di editore di webradio.  Ma credo che una soluzione che accontenti tutti si troverà. Ne sono certo. RaiPlay Radio - Radio. Lolli su futuro radiofonico. DAB+ troppo tardi: 5G cambiera' tutto. Chi non va su DTT fa grosso errore. Spotify: ora e' un pericolo. TER: meter azzerera' ascolti basati solo su nome. Smart speaker: fantastici
(NL) – Ultima domanda: come vedi la radio in Italia tra 5 e tra 10 anni?
(Marco Lolli) – Bene come al solito. Nessuno ucciderà la radio. Ma…c’è un ma. Lancio un allerta: i contenuti sono da rivedere, o quanto meno da ampliare. Oggi i contenuti importanti sono patrimonio di Radio Rai mentre i privati si adagiano in formule ormai un po’ stantie che subiranno l’usura del tempo, non tutti ma alcuni si. E noto che a progressivi investimenti sul mezzo da parte di alcuni corrispondono prodotti un po’ annacquati che non hanno una forte identità. Io sono uomo prima di tutto di contenuti, grazie ai 28 anni passati a Radio2, per me c’è molto e molto da costruire. E tendenzialmente vedo la radio un po’ troppo “ingessata”, andrebbe rinnovata con un notevole scouting che coinvolga giovani motivati e brillanti, e non di provenienza web….servono i nostri “successori” radiofonici. Quando dirigevo la mitica “Talk Radio” a Roma puntai su giovanissimi di belle speranze come Pierluigi Pardo e il Trio Medusa. Oggi questo manca e bisogna ricreare questo circolo virtuoso. (M.L. per NL)