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Radio. Verso il sold-out per il Convegno della Regione Lombardia del 21/11 sulla Radio 4.0. Interesse soprattutto per dimostrazione su funzionamento smart speaker per usi radiofonici 

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Pirelli, regione, lombardia
Milano, consiglio regionale Lombardia. Nella foto particolare esterno Palazzo della Regione

Il Convegno “Radio: informazione, intrattenimento ed approfondimento nell’era 4.0. Prospettive in onda” organizzato dalla Regione è la naturale prosecuzione del precedente incontro del 17/01/2018 che aveva trattato in maniera sostanzialmente cronologica l’evoluzione del medium radiofonico in Lombardia, dagli esordi nella seconda metà degli anni ’70 ad oggi, nella prospettiva della cd. Radio 4.0.
La sessione attuale, parte proprio dalle conclusioni enunciate nel precedente convegno ed in particolare modo a riguardo dei profondi cambiamenti strutturali e concettuali che attendono il mezzo radiofonico alla vigilia del Twenty Twenty, l’avvicendamento tecnologico che toccherà tra il 2020 ed il 2022 tutti i media, sostanzialmente in tutto il mondo.

Per quanto concerne il medium radio, al di là degli aspetti cross-mediali e di ibridizzazione con la televisione (cd. visual radio), una vera e propria rivoluzione è attesa per il podcasting sulla scorta del fatto che gli smart speaker (Google Home, Echo di Amazon), successori designati, insieme alla televisione, del ricevitore FM nell’indoor, favoriranno sempre più la fruizione di contenuti da parte di iscritti a un particolare feed (es. news, meteo, viabilità, ecc.) che potranno scaricare automaticamente i file indicati dal RSS avendo così la possibilità di ascoltarli sul proprio device (smart speaker, ma anche smartphone, smart tv, tablet, connected car, ecc.).
Sul piano contenutistico nel convegno della Regione Lombardia si esaminerà la circostanza che la Radio deve prendere atto della perdita del target costituito dai Millennials e dalla Generazione X, ormai orientata alla fruizione di musica attraverso piattaforme di streaming on demand (Spotify, YouTube, ecc.), indirizzandosi quindi ad un pubblico più adulto, come già avvenuto per la carta stampata e in parte per la tv.

L’aspetto della modifica delle abitudini degli utenti verso modello liquidi, nella direzione dell’on demand televisivo (Netflix, Amazon Prime) deve comportare riflessioni anche a riguardo dell’ambiente radiofonico, in particolare a riguardo dell’opportunità di modificare l’approccio del medium (radio) da una somministrazione verso un utente passivo (non interattivo) ad uno attivo che stimola la stazione ad una reazione (on demand).
Argomento da trattare approfonditamente sarà poi legato alla domanda radiofonica: c’è ancora l’esigenza di radio locali? In caso affermativo, siamo certi che l’attuale offerta coincide con le istanze del pubblico?
Recenti indagini hanno infatti segnalato un progressivo disinteresse dell’utenza verso argomentazioni che si è sempre pensato fossero primarie, come l’informazione (non tempestiva e ormai standardizzata), gli eventi locali, ecc., in quanto contenuti fruiti (su interpello) attraverso il più consono web.

La partecipazione al convegno di portavoci della più importante community radiofonica italiana (FM World – Talkmedia) e della relativa società di gestione (22HBG) ideatore e gestore del primo aggregatore di flussi streaming di radio italiane (FM World) e ora – in tandem con Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico) delle skill per uso radiofonico degli smart speaker, permetterà di approfondire gli essenziali temi dell’ascolto radio nell’era delle radio interconnesse, del tramonto delle rendite di posizione determinate dal possesso di infrastrutture di diffusione (impianti FM) e delle esigenze di rintracciabilità della singola stazione nel mare magnum indifferenziato del web.
Altro tema toccato dal consesso della Regione Lombardia sarà quello del cd. brand bouquet, cioè la declinazione del brand principale radiofonico in sottoprodotti tematici, con l’intento di competere con sistemi di streaming on demand ad alta profilazione dell’utente (come Spotify, Pandora, ma anche YouTube Music).
Attenzione sarà destinata anche alla modifica dell’approccio pubblicitario, dal modello degli spot (ed affini) a quello della digital adv (digital audio) con gestione centralizzata. (E.G. per NL)