Londra avvia una consultazione per “salvaguardare il futuro della radio” nell’era digitale.
L’iniziativa giunge in un momento in cui l’ascolto radiofonico, secondo gli ultimi dati (RAJAR Q4 2025), si colloca sopra i 50 milioni di utenti settimanali (l’85% degli adulti britannici ascolta la radio ogni settimana), di cui tre quarti (del consumo) fruiscono su piattaforme digitali (DAB+ e IP nelle sue varie espressioni).
Nel dettaglio, la fruizione online ha raggiunto un nuovo massimo del 29,8% (con gli smart speaker che rappresentano ora il 18,5% delle ore totali, in aumento rispetto al 16,1% su base annua), superando ulteriormente l’ascolto AM+FM, che si attesta al 25,4%.
Al centro del dibattito distribuzione, sostenibilità e ruolo dell’intelligenza artificiale in ambito radiofonico.
Sintesi
Il Governo britannico ha avviato una revisione strategica per “salvaguardare il futuro della radio” nell’era digitale, con un orizzonte che guarda oltre il 2030 che sarà fissato in un rapporto reso nell’autunno 2026.
L’iniziativa nasce in un contesto di ascolti solidi: secondo RAJAR Q4 2025, circa 50 milioni di adulti – oltre l’85% della popolazione UK – ascolta la radio ogni settimana, per più di un miliardo di ore complessive.
Il 75% del consumo avviene ormai su piattaforme digitali, tra DAB+ e IP. In particolare, la fruizione online ha raggiunto il 29,8% – su cui gli smart speaker pesano per il 18,5% (delle ore totali) -, superando ulteriormente AM+FM ferme al 25,4%.
La revisione analizzerà gli scenari futuri di consumo su tutte le piattaforme, l’impatto sulle strategie distributive e la sostenibilità del comparto fino alla fine del prossimo decennio.
Tra i temi centrali: una possibile transizione gestita dalla FM all’ambiente completamente digitale (proprio per la sua dominanza, che sta rendendo marginale il contributo delle fonti analogiche), le ricadute sull radiofonia di eventuali decisioni sul DTT e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione e personalizzazione dei contenuti.
Il ministro ai media Ian Murray ha evidenziato come le abitudini di ascolto stiano cambiando verso piattaforme digitali e online, sottolineando la necessità di preparare l’industria a sostenersi nel lungo periodo.
L’industria radiofonica si è mostrata compatta nel sostenere l’iniziativa: l’ente di categoria delle radio commerciali Radiocentre e la BBC condividono l’obiettivo di garantire accesso universale e stabilità distributiva.
La radio britannica, forte nei numeri ma trasformata nelle modalità di fruizione, si trova dunque in una fase cruciale: lungi da un declino, ma certamente in ridefinizione strutturale verso un ecosistema sempre più digitale e connesso.
Revisione strategica futuro della radio
Il Governo britannico ha avviato una revisione strategica sul futuro della radio per analizzare gli scenari di consumo fino al 2030 e definire eventuali nuove politiche di distribuzione.
L’iniziativa (che condurrà alla stesura di un documento finale che sarà reso nell’autunno 2026 sotto la forma di un rapporto al Governo) si inserisce in un contesto di ascolti solidi – 50 milioni di utenti settimanali secondo RAJAR Q4 2025 – ma ormai con una netta prevalenza delle piattaforme digitali.
Tra gli scenari da valutare, anche una progressiva dismissione della distribuzione analogica in modulazione di frequenza, il cui contributo sempre più limitato all’ascolto ne rende sempre meno sostenibili i costi d’esercizio (quantomeno dei diffusori meno incidenti demograficamente).
La revisione governativa: obiettivi e orizzonte temporale
Nel dettaglio, il Department for Culture, Media and Sport ha annunciato l’avvio di una revisione strutturata con l’obiettivo dichiarato di “salvaguardare il futuro della radio” nel Regno Unito.
Come cambieranno modalità di ascolto, distribuzione e produzione dei contenuti
L’iniziativa, lanciata in occasione della Giornata Mondiale della Radio 2026, guarda esplicitamente oltre la scadenza del 2030, interrogandosi su come cambieranno modalità di ascolto, distribuzione e produzione dei contenuti.
Obiettivi della revisione
Il Governo ha chiarito che la consultazione dovrà “analizzare gli scenari futuri di consumo dei contenuti radiofonici e audio su tutte le piattaforme fino a dopo il 2030 (la precedente revisione delle politiche del 2021 aveva concluso che la distribuzione FM sarebbe stata preservata “almeno fino al 2030″, ma aveva raccomandato che “nel 2026 il governo e l’industria riesaminassero un potenziale switch-off analogico”)”, valutare “l’impatto di tali scenari sulle attuali e future strategie di distribuzione” e infine “formulare raccomandazioni sulla distribuzione futura dei servizi radiofonici e rafforzarne la sostenibilità fino ai primi anni Quaranta”.
Piano politico-industriale radiofonico per il medio/lungo periodo
Non si tratta dunque di una semplice consultazione tecnica, ma di un piano politico-industriale che potrebbe ridefinire l’assetto della radio britannica nel medio/lungo periodo.
I temi principali
In particolare, l’analisi prenderà in considerazione:
1) se sia opportuno effettuare una transizione gestita dalla FM al digitale (DAB+/IP) entro il 2030 e, in caso affermativo, in quale arco temporale;
2) il potenziale impatto di una decisione sul futuro della TV Digitale Terrestre (DTT) sulla distribuzione radiofonica;
3) il ruolo delle tecnologie emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale (I.A.) ed i vantaggi e le sfide che esse pongono al settore.
Le dichiarazioni dei ministri: digitale e nuove tecnologie
Il ministro Ian Murray (Minister of State for Creative Industries, Media and Arts) ha sottolineato come la radio rimanga un mezzo centrale nel panorama mediatico nazionale, evidenziato tuttavia come “le abitudini di ascolto stanno cambiando, con sempre più persone che accedono alla radio tramite piattaforme digitali e online, sia in casa sia in auto”.
Impatto della I.A.
Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’innovazione tecnologica: secondo il ministro, la revisione dovrà considerare anche l’impatto dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie per garantire che “l’industria sia pronta a prosperare nel lungo periodo”. Il riferimento è tanto alla personalizzazione dei contenuti quanto all’automazione produttiva e alla gestione dei flussi audio multipiattaforma.
Transizione strutturale verso ecosistema sempre più connesso
Il messaggio politico è chiaro: la radio non è certamente in crisi, ma deve essere accompagnata in una transizione strutturale verso un ecosistema sempre più digitale e connesso.
I numeri RAJAR Q4 2025: 50 milioni di ascoltatori settimanali
Il contesto in cui si inserisce la revisione è tutt’altro che negativo. I dati RAJAR Q4 2025 relativi al quarto trimestre 2025 mostrano che circa 50 milioni di adulti nel Regno Unito ascoltano la radio ogni settimana, pari a oltre l’86% della popolazione adulta. Il totale delle ore di ascolto supera il miliardo settimanale, con una media superiore alle 20 ore per ascoltatore.
Riflessioni sulla distribuzione futura
Numeri che confermano come la radio continui a essere uno dei media più pervasivi e radicati nella quotidianità britannica. E infatti la solidità della reach settimanale fornisce al Governo un punto di partenza robusto per qualsiasi riflessione sulla distribuzione futura.
Il dominio del digitale: tre quarti dell’ascolto
Il dato più rilevante emerso da RAJAR Q4 2025 è tuttavia la composizione dell’ascolto. Circa il 75% delle ore complessive avviene ormai tramite piattaforme digitali, includendo DAB+, smart speaker, smartphone, smart tv, pc, tablet, sistemi IP automotive (Android Auto, AppleCarplay, DTS AutoStage, Gracenote).
L’universo digitale variegato
Il DAB rappresenta oltre la metà dell’ascolto digitale, confermandosi infrastruttura centrale della transizione. In ambito disintermediato dalle reti broadcast (over the top), gli smart speaker incidono in modo significativo, soprattutto nell’ascolto domestico, mentre la fruiione via app (captive o di aggregatori terzi) e player da siti web consolidano la dimensione ibrida tra broadcast e IP. Questa trasformazione strutturale è uno degli elementi che il Governo dovrà considerare nel valutare il futuro delle bande analogiche.
Il nodo FM, le strategie di distribuzione…
Sebbene non sia stata formalmente annunciata una data di switch-off, la revisione apre implicitamente il dibattito sulla permanenza delle trasmissioni in modulazione di frequenza nel prossimo decennio. L’analisi delle “future distribution strategies” lascia intendere che una progressiva razionalizzazione delle piattaforme potrebbe entrare nell’agenda politica.
… e la sostenibilità del comparto
L’obiettivo dichiarato non è soltanto tecnologico, ma anche economico: rafforzare la sostenibilità dell’ecosistema radiofonico evitando duplicazioni di costi tra reti analogiche e digitali e garantendo accesso universale ai contenuti.
Industria compatta sulla necessità di garantire accesso
L’ente esponenziale delle radio commercilai, Radiocentre, in persona del suo presidente Matt Payton, ha accolto con favore l’iniziativa governativa, ribabendo come, indipendentemente dal dispositivo utilizzato – ricevitore stand alone, smart speaker o auto connessa – sia “fondamentale garantire un accesso sicuro e stabile alla radio nel futuro”.
Anche BBC sulla stessa linea
Anche dal versante della BBC è arrivato un messaggio di convergenza: “Abbiamo un obiettivo comune: proteggere il futuro della radio per i nostri ascoltatori”, ha dichiarato Jonathan Wall, direttore di BBC Sounds, la piattaforma OTT della BBC. Si delinea quindi una fase di dialogo strutturato tra Governo, broadcaster pubblici e commerciali, operatori di rete e stakeholder tecnologici.
Una transizione da governare
Il Regno Unito si trova in una fase cruciale. La radio è forte in termini di ascolto e penetrazione, ma profondamente trasformata nelle modalità di fruizione. Il digitale è ormai dominante, l’ascolto ibrido è la norma e le piattaforme IP integrano il broadcast tradizionale.
Accompagnare la radio al 2030
La revisione avviata dal Governo rappresenta un passaggio strategico per definire se e come accompagnare il sistema verso un assetto prevalentemente digitale dopo il 2030, garantendo sostenibilità economica, pluralismo e accessibilità universale. In un panorama mediatico sempre più frammentato, la radio britannica non appare in declino, ma in fase di ridefinizione strutturale. Il compito della politica sarà ora quello di trasformare i numeri solidi dell’oggi in una piattaforma stabile per il domani. (E.G. per NL)
































